Arabia Saudita e Usa: esercitazione militare congiunta

Pubblicato il 17 giugno 2019 alle 12:59 in Arabia Saudita USA e Canada

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Il Ministero della Difesa saudita, il 15 giugno, ha dichiarato che le Forze aeree del regno e le Forze americane hanno avviato operazioni di formazione militare congiunte con aerei da caccia F-15 Eagle.

Tali operazioni hanno interessato l’area aerea di responsabilità americana nel Golfo. Il Ministero della Difesa saudita ha pubblicato diverse immagini e video relativi all’operazione sul proprio account Tweeter ed ha specificato che l’obiettivo è continuare a rafforzare le relazioni militari tra le due parti e la loro “interoperabilità”.

In tale contesto, sembra che i Paesi del Golfo, tra cui l’Arabia Saudita, starebbero rispondendo ad un appello da parte statunitense che ha invitato tali Paesi a dispiegare le proprie forze, in particolare nelle acque del Golfo, per affrontare la minaccia iraniana e le crescenti tensioni degli ultimi mesi. Inoltre, gli Usa avrebbero stipulato diversi accordi bilaterali con i Paesi mediorientali del Golfo per dissuadere Teheran da qualsiasi tentativo che potrebbe destabilizzare la sicurezza e la stabilità della regione.

Tra questi, il 24 marzo 2019, l’Oman ha stretto un accordo con Washington, concedendo agli Stati Uniti di accedere alle strutture ed ai porti della base di Duqm, una città portuale nel mar Arabico, situata nella regione centrale dell’Oman, e di Salalah, nel Sud del Paese. In questo modo, le forze americane avrebbero la possibilità di entrare nella regione del Golfo, senza passare per lo stretto di Hormuz.

Da parte sua, l’erede al trono saudita, Mohammed bin Salman, ha dichiarato, il 16 giugno, che il proprio Paese non desidera affatto una guerra nella regione. Tuttavia, non esiterà ad affrontare qualsiasi tipo di minaccia contro il proprio popolo, la propria sovranità ed i propri interessi. Il principe ha altresì ricordato che l’Arabia Saudita, in tutta la sua storia, è riuscita a coesistere con i propri alleati, nonostante le differenze, rispettando la sovranità delle nazioni ed evitando di intromettersi negli affari interni di ciascuno Stato. Pertanto, il regno saudita desidera semplicemente un trattamento reciproco.

La cooperazione militare tra Stati Uniti ed Arabia Saudita ha visto altresì le forze aeree saudite partecipare, nell’estate 2017, alle operazioni di addestramento militare congiunte, note come “Bandiera rossa” e “Bandiera verde”, in cui sono stati adoperati mezzi all’avanguardia e tecniche di controllo aereo sofisticate. Non da ultimo, le forze aeree saudite hanno nuovamente partecipato all’esercitazione militare “Bandiere rosse” del marzo 2019, tenutesi presso la base militare americana di Nellis, nello Stato del Nevada.

Tale operazione, in inglese “Red Flag”, è un tipo di addestramento al combattimento aereo che gli Stati Uniti implementano come preparazione alle missioni in luoghi ad alta conflittualità. I partecipanti includono spesso le forze aeree di combattimento americane e quelle di alcune nazioni alleate, tra cui Emirati Arabi Uniti, Belgio, Paesi Bassi e Singapore. La Red Flag è considerata tra le esercitazioni più antiche, forti e allo stesso tempo all’avanguardia.

Gli accordi in campo militare tra Arabia Saudita e Stati Uniti risalgono al 2011. In particolare, l’amministrazione americana con il presidente in carica Barack Obama, ha firmato, il 29 dicembre 2011, un accordo sulle armi con il regno saudita, considerato tra gli alleati chiave nella regione del Golfo. Tale accordo prevedeva altresì la vendita di 84 unità, tra cui aerei da caccia F-15, per un valore di circa 30 miliardi di dollari.

Tra gli obiettivi della cooperazione militare tra Washington e Riad, tuttora validi, si menzionano la sicurezza dell’area del Golfo, scoraggiando qualsiasi minaccia alla propria stabilità, la preparazione a conflitti e guerre condotti con mezzi non tradizionali, la condivisione di esperienze e conoscenze per affrontare le crisi risultanti dai disastri provocati da armi di distruzione di massa, la salvaguardia degli interessi in materia di difesa di entrambe le parti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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