Somalia e Kenya: attentati di Al-Shabaab, 16 morti

Pubblicato il 16 giugno 2019 alle 10:00 in Kenya Somalia

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Una bomba è esplosa, sabato 15 giugno, sul ciglio di una strada in Kenya al confine con la Somalia, causando 8 vittime; altre 2 sono scoppiate nella capitale somala, Mogadiscio, uccidendo 8 persone. Entrambe sono state rivendicate dal gruppo jihadista Al-Shabaab.

Nel Kenya nord-orientale, nel distretto di Wajir, l’ordigno è stato detonato sul ciglio di una strada mentre passava una pattuglia della polizia, e ha causato la morte di 8 degli ufficiali in questione, che in totale erano 11.

Separatamente, a Mogadiscio, un duplice attacco esplosivo di Al-Shabaab ha provocato la morte di 8 persone, stando a quanto riferito dai servizi di emergenza. La polizia somala ha spiegato che il primo ordino, un’autobomba, è esploso su una strada trafficata, la K4, ma essendo stato intercettato per tempo dalle forze dell’ordine non ha causato feriti. Il secondo invece, secondo la testimonianza di Abdikadir Abdirahman, direttore del servizio di ambulanza Aamin, è stato fatale per 8 persone, e ne ha ferite altre 16. 

Abdiasis Abu Musab, portavoce di Al-Shabaab per quanto riguarda le operazioni militari, ha affermato che il gruppo è responsabile dei tre attacchi di sabato, sia quello in Kenya sia i due in Somalia. Miliziani del gruppo jihadista avevano altresì rapito 3 membri delle forze di polizia keniote nella precedente giornata di venerdì 14 giugno, nella stessa località dove è esplosa la bomba di sabato.

Le forze militari del Kenya hanno occupato una parte della Somalia meridionale, lungo la frontiera, a partire dal 2011. I kenioti, insieme alle milizie somale alleate, hanno combattuto più volte contro il gruppo terroristico Al-Shabaab per il controllo della regione. Il gruppo si avvale spesso di rapimenti nell’area keniota. 

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’ONU, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. Al Shabaab controlla la maggior parte del Paese, ma dal 2010 l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotel, posti di blocco militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della legge islamica.

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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