Disputa sul gas, leader UE con Cipro contro la Turchia

Pubblicato il 15 giugno 2019 alle 17:22 in Europa Turchia

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I capi di Stato dei Paesi mediterranei dell’Unione Europea, in un vertice a Malta, hanno offerto pieno sostegno a Cipro, Paese membro del blocco, nella disputa contro la Turchia in merito ai depositi di gas naturale a largo della costa contesi tra i due Stati.

Venerdì 14 giugno, i leader dei 7 Paesi europei del Mediterraneo, ossia Francia, Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia, Malta e Italia, si sono riuniti nella capitale maltese La Valletta, presso il palazzo di Castiglia, che è la sede del governo maltese. Qui, essi hanno avuto una “discussione informale sui principali temi europei”, tra cui le questioni in agenda per il prossimo Consiglio Europeo del 20-21 giugno. Oltre a ciò, gli astanti hanno condannato le rivendicazioni di Ankara sul gas naturale. In particolare, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato: “La Turchia deve fermare le sue attività illegali nella zona economica esclusiva di Cipro. L’Unione Europea non mostrerà alcuna debolezza in tal senso”. Il premier greco, Alexis Tsipras, ha aggiunto: “È importante notare che l’UE dovrebbe intraprendere misure specifiche se la Turchia non cessa subito il suo comportamento e le sue violazioni. Chiunque non rispetti il diritto internazionale deve pagarne le conseguenze”.

Nell’ultima settimana, Cipro ha reso noto di aver rilasciato un mandato d’arresto per la ciurma di una nave per trivellazioni turca accusata di aver fatto infrazione nel territorio nazionale, e che rivendicava il diritto di esplorare l’area alla ricerca di petrolio e gas naturale. In tale occasione, Ankara ha commentato che i mandati d’arresto hanno “oltrepassato il limite”. 

La Turchia, dal canto suo, sostiene di avere piena giurisdizione per la ricerca di risorse e giacimenti nel mar Mediterraneo, in quanto i turchi ciprioti hanno, a suo dire, lo stesso diritto di beneficiare di tali risorse.

La scoperta di risorse energetiche redditizie ha esacerbato le tensioni tra i due Paesi, già scoppiate con un conflitto etnico nel 1974, al termine del quale l’isola cipriota fu suddivisa in due e spartita tra la popolazione greco-cipriota e quella turco-cipriota. La parte settentrionale, turca, di Cipro, rivendica la sua indipendenza dal resto del Paese, ma la sua mossa è stata riconosciuta solamente dalla Turchia.

Ankara ha fatto domanda di ingresso in seno all’Unione Europea, ma la sua candidatura è in stallo, in quanto i Paesi membri sono preoccupati a causa della censura, della repressione contro l’opposizione e delle altre violazioni umanitarie registrate nel Paese. La Turchia replica che queste accuse sono false e non tengono in conto le difficoltà del Paese che ha rischiato di subire un colpo di Stato.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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