Hamas contro il vertice in Bahrein

Pubblicato il 14 giugno 2019 alle 12:20 in Bahrein Medio Oriente

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Il Movimento di Resistenza Islamico, Hamas, ha espresso il proprio dissenso verso i Paesi che hanno annunciato la partecipazione al workshop economico previsto a Manama, capitale del Bahrein, per il prossimo 24 e 25 giugno. Tra gli altri oppositori a tale incontro vi sarebbero Palestina, Iraq e Libano, mentre Marocco, Giordania ed Egitto non hanno ancora preso una decisione a riguardo.

Si tratta di un evento di carattere economico, dal titolo “Peace to Prosperity”, indetto dagli Stati Uniti, ed in cui il capo della Casa Bianca, Donald Trump, potrebbe presentare il cosiddetto “accordo del secolo”. La conferenza mirerebbe altresì ad incoraggiare gli investimenti nei territori palestinesi occupati “che potrebbero essere resi possibili da un accordo di pace”. Tuttavia, non tutti gli Stati arabi sono favorevoli.

Circa il piano di pace, noto anche come “accordo del secolo”, questo è stato sviluppato dal genero di Trump, Jared Kushner, i cui stretti legami con il primo ministro israeliano Netanyahu hanno accresciuto i sospetti palestinesi. Sebbene i dettagli del piano rimangano segreti, alcune presunte clausole includerebbero il controllo permanente di Israele sulla Valle del Giordano e una presenza militare israeliana a lungo termine nella Cisgiordania occupata.

Nel corso dei vertici della Mecca del 30 e 31 maggio scorso, il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha sottolineato che la Palestina non parteciperà al workshop di Manama, sottolineando il suo rifiuto a sostituire il principio di “territori in cambio della pace” con il principio “prosperità in cambio della pace” per risolvere la questione palestinese. Nella stessa occasione, il Qatar si era, invece, detto favorevole, evidenziando l’importanza di unire aspetti politici ad aspetti economici.

Un membro dell’ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya, ha invitato i Paesi arabi coinvolti a boicottare il workshop del Bahrein, descrivendo il piano di pace americano un’arma letale per la causa palestinese. Anche il vicepresidente del Consiglio legislativo palestinese, Ahmed Bahar, si è unito all’appello, evidenziando la necessità di sostenere i diritti del popolo palestinese, alla luce delle sfide e dei piani finalizzati alla liquidazione della questione.

Da parte libanese, il presidente del Parlamento, Nabih Berri, ha affermato che la conferenza di Manama potrebbe essere paragonata a una forma di tangente pagata ai Paesi arabi, affinchè accettino il piano di pace statunitense. Il Libano si è detto a fianco della causa palestinese, nonché impegnato ad affrontare l’escalation di tensioni in Medio Oriente e nel Golfo. A tal proposito, sarebbe stata organizzata una conferenza parallela, la “conferenza di Beirut”, negli stessi giorni del workshop di Manama, per sottolineare il proprio rifiuto ad un evento considerato un “festival del discorso” e che non porterebbe a nessun risultato significativo.

Anche l’Iraq ha annunciato, il 12 giugno, che non parteciperà al workshop del 24 e 25 giugno. In particolare, il portavoce del Ministero degli Esteri, Ahmad al-Sahaf, ha sottolineato che, in tal modo, il proprio Paese vuole ribadire la propria posizione a sostegno della causa palestinese, considerata di fondamentale importanza per arabi e musulmani. Inoltre, a detta di al-Sahaf, l’Iraq sostiene il diritto del popolo palestinese a stabilire uno Stato con capitale Gerusalemme e difende altresì i suoi diritti inalienabili.

Oltre agli Stati Uniti e al Bahrein, anche l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e le Nazioni Unite hanno annunciato la propria intenzione di partecipare al workshop di Manama. In particolare, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, il 13 giugno, ha dichiarato il sostegno dell’Onu alla soluzione a due Stati, israeliano e palestinese, sulla base degli accordi e delle risoluzioni precedenti e del diritto internazionale. Tale soluzione, a detta di Guterres, sarebbe l’unica alternativa. Pertanto, il vice coordinatore delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente, Jimmy McGoldrick, parteciperà all’incontro in Bahrein.

  

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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