Sri Lanka: arrestati gli ultimi ricercati degli attentati di Pasqua

Pubblicato il 14 giugno 2019 alle 12:43 in Asia Sri Lanka

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Le autorità di polizia dello Sri Lanka hanno rimpatriato 5 ricercati, sospettati di essere coinvolti negli attentati di Pasqua rivendicati dall’ISIS dello scorso 21 aprile, che hanno causato la morte di 253 persone. I terroristi si trovavano a Jeddah, città sulle coste saudite del Mar Rosso.

È quanto comunicato da Reuters venerdì 14 giugno, giorno in cui le autorità cingalesi hanno prelevato i 5 terroristi, precedentemente in custodia dei sauditi. La polizia non ha fornito dettagli in merito, ma stando alle dichiarazioni della testata Adederana, il Dipartimento di Investigazione Criminale di Colombo (CID) ha avviato le operazioni in Arabia Saudita intorno alle 4 del mattino.

Secondo quanto dichiarato a Reuters dal portavoce delle autorità di polizia dello Sri Lanka, Ruwan Gunasekera, i 5 arrestati “sono gli ultimi responsabili degli attentati di Pasqua che ancora non erano stati fermati”. Tra loro, risulta essere stato prelevato dalle autorità cingalesi Mohamed Millhan, uno dei leader del National Thawheedh Jama’ath (NTJ), gruppo responsabile degli attentati del 21 aprile.

Millhan, stando alle dichiarazioni di Gunasekera, “sarebbe potuto essere il futuro leader del NTJ”.

L’arresto dei 5 sospettati avviene a un giorno di distanza dall’operazione delle forze di polizia dell’India, che ha portato all’arresto di 7 uomini, membri di una cellula jihadista dell’ISIS sospettata di essere collegata agli attacchi di Pasqua in Sri Lanka. Tra gli arrestati in India vi era Mohammed Azarudeen, il quale risulterebbe in collegamento con Zahran Hashim, l’uomo che era a capo del NTJ.

Lo Sri Lanka è uno Stato insulare che si trova in Asia, al di sotto dell’India, con una popolazione di oltre 22 milioni di abitanti. Di questi, ¾ sono di etnia singalese, la maggior parte dei quali professa il buddismo, mentre circa 1/5 sono tamil, di cui la maggior parte è hindu. Il 10% della popolazione è musulmana, mentre il 7% cristiana. Entrambi i gruppi includono sia fedeli di etnia singalese, sia fedeli hindu.

Il terrorismo è un fenomeno che scuote lo Sri Lanka dagli anni Settanta, ma quello di matrice islamista è un fenomeno relativamente recente in Sri Lanka, dove soltanto negli ultimi anni estremisti musulmani locali hanno iniziato a instaurare legami con organizzazioni transnazionali come al-Qaeda e lo Stato Islamico.

Una serie di 6 deflagrazioni aveva colpito, domenica 21 aprile, 3 chiese e 3 alberghi di lusso dello Sri Lanka, causando la morte di almeno 253 persone e il ferimento di oltre 500, interrompendo il periodo di relativa calma di cui il Paese godeva da un decennio, dalla fine della guerra civile. Il 23 aprile, il ministro della Difesa dello Sri Lanka aveva dichiarato che gli attentati della domenica di Pasqua erano stati ideati come una vendetta contro l’attacco alle moschee in Nuova Zelanda. Da parte sua, l’ISIS aveva rivendicato l’attacco, dichiarando che gli attentati di Pasqua in Sri Lanka fossero stati messi in atto “dai combattenti dello Stato Islamico”. Secondo le autorità dello Colombo i responsabili delle azioni sarebbero due organizzazioni islamiste locali, ovvero National Thawheeth Jama’ath (NTJ) e Jammiyathul Millathu Ibrahim (JMI).

Il National Thowheeth Jama’ath è una piccola organizzazione musulmana estremista, formatasi tre anni fa nell’Est dello Sri Lanka, lontano dalle zone più cosmopolite del Paese. L’obiettivo di NTJ, ha spiegato Anne Speckhard, direttrice dell’International Center for the Study of Violent Extremism, è quello di diffondere il jihadismo globale in Sri Lanka per accrescere l’odio e le divisioni settarie. Il loro terrorismo, dunque, non è di matrice separatista o nazionalista, ma di matrice religiosa. Secondo gli esperti, NTJ è formato per la maggior parte da giovani musulmani appena diplomati presso scuole islamiche.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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