Il regno saudita sogna un impero di gas naturale

Pubblicato il 13 giugno 2019 alle 12:12 in Arabia Saudita Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Arabia Saudita starebbe cambiando la propria strategia in materia di gas naturale, con l’obiettivo di stimolare le industrie, aumentare le proprie entrate e commercializzare una risorsa naturale in un Paese che attualmente dipende dal petrolio.

Il sogno di Riad sarebbe arrivare a costruire un “impero di gas”, come dichiarato dal al-Arabiya, sulla base di un rapporto pubblicato dal quotidiano francese L’Opinion. L’idea nasce dal protocollo d’accordo firmato il 22 maggio scorso tra la compagnia nazionale saudita di idrocarburi, Aramco, e la società statunitense Sempra Energy, adibita alla costruzione di infrastrutture per il trasferimento di energia e gas naturale. Il patto, dal valore di 160 miliardi di dollari, prevede l’acquisto e la vendita di gas naturale liquefatto tra i due Paesi per i prossimi 10 anni, con uno scambio di 5 tonnellate metriche di gas ogni anno.

L’accordo tra Sempra e Aramco rappresenterebbe un importante passo in avanti per il regno saudita verso il mercato di gas naturale, in cui, fino ad ora, Riad era rimasta indietro rispetto ad altri Paesi del Golfo, come il Qatar. Secondo una società di consulenza energetica britannica, Wood Mackenzie, si tratterebbe di uno dei migliori affari dal 2013.

L’accordo con gli Stati Uniti è stato elaborato in un momento in cui si prevede che, nei prossimi anni, vi sarà sempre più richiesta di nuovi fonti energetiche, e le risorse interne di petrolio potrebbero non bastare. L’impero di gas naturale fornirebbe nuove città futuristiche e contribuirebbe allo sviluppo delle industrie locali del settore manifatturiero, minerario e tecnologico. Secondo quanto riportato, Riad al momento produrrebbe abbastanza petrolio per soddisfare la domanda di energia elettrica, ma il governo saudita sta cercando di diminuire la combustione di petrolio per produrre elettricità, in quanto ciò riduce la più importante fonte di reddito, ovvero l’esportazione di oro nero.

Aramco ha altresì intensificato i propri sforzi per produrre gas naturale nei vasti giacimenti della regione orientale, ricca di petrolio, ed ha intrapreso studi sismici in alcune aree del Mar Rosso, dove si pensa che vi siano grandi giacimenti di gas naturale. Il presidente esecutivo, Amin al-Nasser, ha dichiarato che il regno saudita desidera innanzitutto soddisfare la domanda interna di gas, prima di essere esportata. Tuttavia, al Nasser ha evidenziato che il consumo di gas naturale del Paese è aumentato di circa il 60% tra il 2007 e il 2017, fattore che ha portato alla costruzione di nuovi impianti.

Questa nuova tendenza verso il gas naturale si inserisce nel quadro delle ambizioni del principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman. Il piano di sviluppo socio-economico elaborato, Vision 2030, prevede altresì la costruzione di nuove città industriali, e l’aumento delle esportazioni di gas naturale entro il 2030.

La società saudita Jadwa Investment prevede che la domanda interna di elettricità, entro il 2030, aumenterà o addirittura raddoppierà, considerata la riforma economica messa in atto. Secondo le previsioni della compagnia Aramco, invece, anche la domanda di gas naturale del regno potrebbe aumentare del 40 %, sempre entro il 2030, superando la capacità dell’azienda stessa. Inoltre, le riserve di gas saudite sarebbero difficili da sfruttare e costose rispetto ad altri produttori chiave come la Russia. Pertanto, l’accordo con Sempra, consente al Paese di beneficiare di una quota di gas naturale senza dover trovare nuove fonti di produzione.

A detta di alcuni esperti, le esportazioni di gas rappresenterebbero un obiettivo rilevante per un commercio globale competitivo, specialmente in seguito all’arrivo di nuovi produttori nei mercati statunitensi ed australiani, che hanno costretto attori chiave come il Qatar ad adeguarsi e diventare più flessibili in termini di contratti.

In tale quadro, la società del Regno Unito “BP plc”, operante nel settore energetico e soprattutto del petrolio e del gas naturale, prevede che la domanda di greggio a livello globale diminuirà nei prossimi 15 anni, poiché i governi di tutto il mondo cercheranno di passare ad una combustione più pulita o alle energie rinnovabili. Parallelamente, la domanda di gas dovrebbe aumentare di circa il 50%, a partire da oggi e sino al 2040.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.