Peso Real: Brasile e Argentina studiano la moneta unica

Pubblicato il 13 giugno 2019 alle 6:30 in Argentina Brasile

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Durante la sua visita di stato in Argentina la scorsa settimana, il presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha difeso la creazione di una moneta unica per il Brasile e il vicino meridionale: il Peso Real.

L’idea è stata discussa da Bolsonaro e dal ministro dell’Economia Paulo Guedes in un incontro con gli uomini d’affari argentini a Buenos Aires giovedì 6 giugno. L’argomento era stato discusso da Guedes con il ministro dell’Economia di Macri, Nicolás Dujovne, il 13 aprile a Washington, a margine di un vertice del Fondo Monetario Internazionale.

“C’è stato un primo passo verso il sogno di una moneta unica: come è successo con l’euro laggiù, qui può accadere il Peso Real” – ha detto Bolsonaro ai giornalisti a Buenos Aires.

Sempre in Argentina, Guedes è stato attento nel trattare l’argomento. Secondo lui, il Peso Real, per ora, è solo un’idea. È “qualcosa che potrebbe accadere fra 20 anni” – ha spiegato il ministro dell’economia di Brasilia. Tuttavia l’idea di una moneta unica non è una novità assoluta. Le prime discussioni sulla possibilità di unione monetaria nel Mercosur risalgono addirittura agli anni ’80 dopo la fine delle dittature militari in entrambi i paesi al tempo dei governi di José Sarney (1985-1990) in Brasile e Raul Alfonsín (1983-1989) in Argentina. 

Negli anni ’90, Fernando Henrique Cardoso aveva discusso la proposta con Carlos Menem e successivamente lo stesso Guedes, in un articolo pubblicato sulla rivista Época nel 2010, scriveva che “l’approfondimento dell’integrazione economica latinoamericana verso il Peso Real, la valuta continentale, è il passaporto per la modernizzazione istituzionale di tutta la regione”.

Gli economisti consultati da BBC News Brazil si mostrano scettici riguardo alla proposta: il Peso Real è irrealizzabile a medio termine, principalmente a causa delle grandi differenze tra le economie di Argentina e Brasile. Basta ricordare che l’inflazione nel paese australe ha raggiunto il 47% nel 2018, mentre in Brasile il tasso era del 3,75% l’anno scorso.

Nel caso dell’Eurozona, ad esempio, i paesi coinvolti hanno attraversato un lungo processo di adeguamento delle loro economie prima che la moneta comune iniziasse a circolare e ciononostante, a lungo termine, vi sono stati problemi importanti come la crisi in Grecia. Senza un simile aggiustamento, l’inflazione argentina “contaminerebbe” l’economia brasiliana, secondo l’economista Juliana Inhasz e non viceversa.

Obiettivo primo del Peso Real, infatti, sarebbe quello di “esportare” in Argentina il successo del Plano Real, il piano di aggiustamento economico con cui Brasilia ha domato l’inflazione nel 1993-94, ai tempi della presidenza di Itamar Franco.

Il piano antiinflazionistico, guidato dall’allora ministro dell’economia Fernando Henrique Cardoso, iniziò con la conversione della moneta corrente, il Cruzeiro in Cruzeiro Real (CR$), mentre si utilizzava la URV (Unidad Real de Valor) come valuta scritturale sui mercati internazionali. Il 1 luglio 1994, il programma di stabilizzazione  culminava con il lancio della nuova moneta, il Real (R$) al cambio stabilito per legge di 2.750,00 CR$ per ogni  Real. L’inflazione cumulativa fino a luglio era stata dell’815,60% e la prima inflazione registrata con la nuova valuta era del 6,08%. Da quel momento l’inflazione in Brasile è stata tenuta sotto controllo e anche i governi di Lula e Dilma Rousseff (2003-16) si sono attenuti al Plano Real, pur avendolo fortemente contrastato quando erano all’opposizione. 

Gli economisti sono concordi nell’affermare che il Plano Real è stato il volano dell’economia brasiliana, al termine di una serie di riforme monetarie per cui dal 1965 il paese aveva cambiato moneta sei volte: dal Cruzeiro in vigore dagli anni ’40 passando per Novo Cruzeiro (1967), Cruzeiro (1970), Cruzado (1986), Novo Cruzado (1989), Cruzeiro (1990), Cruzeiro Real (1993) prima di adottare finalmente Real dal 1994. L’inflazione accumulata dal 1965 al 1994 è stata di circa 1 quadrilione percento. 

Se fosse la crisi argentina a contaminare il Brasile e non il virtuoso controllo dell’inflazione da parte di Brasilia a impiantarsi a Buenos Aires, come temono gli economisti, il risultato della moneta unica sarebbe esattamente contrario a quello sperato dai due governi, tanto che la Banca centrale del Brasile ha emesso una nota venerdì 7 giugno affermando che l’istituzione “non ha progetti o studi in corso per un’unione monetaria con l’Argentina, c’è solo, come naturale nella relazione tra i partner, dialoghi sulla stabilità macroeconomica, così come i dibattiti sulla riduzione del rischio e della vulnerabilità e il rafforzamento istituzionale”.

Tuttavia, la discussione sul Peso Real esiste, Guedes e Dujovne hanno confermato che il dialogo in materia è avviato, seppur in maniera embrionale, con il placet di Bolsonaro e Macri.

“La notizia sta facendo scalpore – commentano dal Ministero dell’Economia di Buenos Aires – ma l’idea è capire che questo è un progetto sul lungo periodo, dobbiamo sapere che non è per ora, il Brasile ha come priorità la riforma delle pensioni, non è per quest’anno, è qualcosa che i due paesi assunto come politica di stato: si deve passare entrambi i parlamenti e le banche centrali devono lavorare molto insieme. Ora si apre solo un processo di convergenza“. Il ministro argentino, secondo la stampa, non si aspettava che questo argomento trapelasse, ma dal Ministero dell’Economia di Buenos Aires ammettono che è “molto probabile” che Macri e Bolsonaro abbiano discusso del Peso Real durante la visita del presidente brasiliano a Buenos Aires.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

di Redazione

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