India: fermata cellula ISIS sospettata di pianificare attentato

Pubblicato il 13 giugno 2019 alle 11:07 in India Sri Lanka

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Le forze di polizia dell’India hanno condotto una serie di incursioni nella città di Coimbatore, nel Sud del Paese, che ha portato all’arresto di 7 uomini, membri di una cellula jihadista dell’ISIS sospettata di essere collegata agli attacchi di Pasqua in Sri Lanka, avvenuti lo scorso 21 aprile, che hanno causato la morte di 253 persone.

I 7 uomini, secondo quanto riportato dall’Agenzia di Intelligence Nazionale (NIA) indiana, hanno un’età compresa tra i 26 e i 38 anni e sono stati arrestati con l’accusa di aver diffuso nel Paese l’ideologia jihadista dell’ISIS al fine di reclutare nuovi membri per consentire alla cellula di pianificare attacchi nell’area meridionale dell’India, nei pressi del confine con lo Sri Lanka.

Il terrorismo in India è un fenomeno molto complesso, che ha come protagonisti diversi gruppi ed organizzazioni. Tra questi, i più pericolosi appartengono alla rete del jihadismo globale che fa capo ad al-Qaeda e ai suoi alleati nel panorama pakistano. 

Il 12 maggio 2019, lo Stato Islamico aveva rivendicato per la prima volta la creazione di una sua provincia nell’area settentrionale dell’India, in seguito a uno scontro tra alcuni jihadisti e le forze di sicurezza governative, avvenuto nella regione contesa del Kashmir. Tale zona costituisce una delle questioni più calde nel panorama della sicurezza indiano. L’annuncio dello Stato Islamico in merito alla creazione di una nuova provincia nel Kashmir era stata avvertita come un tentativo di rilancio della propria risonanza dopo che il gruppo è stato sconfitto, e con esso il suo califfato autoproclamato, in Iraq e in Siria, nel mese di aprile 2019.

In tale contesto, l’intelligence indiana ha riferito, in seguito agli arresti di giovedì 13 giugno, di aver riscontrato una ulteriore cellula dell’ISIS, situata nel Sud del Paese. Tale divisione era fortemente concentrata nella città di Coimbatore, luogo degli arresti.

Secondo quanto diffuso dalla NIA, tra gli arrestati vi è Mohammed Azarudeen, il quale risulterebbe in collegamento su Facebook con Zahran Hashim, l’uomo a capo del National Thowheeth Jama’ath (NTJ), nonché principale responsabile degli attacchi di Pasqua avvenuti in Sri Lanka, rivendicati dallo Stato Islamico.

In tale occasione, una serie di 6 deflagrazioni, domenica 21 aprile, aveva colpito 3 chiese e 3 alberghi di lusso dello Sri Lanka, causando la morte di almeno 253 persone e il ferimento di oltre 500, interrompendo il periodo di relativa calma di cui il Paese godeva da un decennio, dalla fine della guerra civile. Il 23 aprile, il ministro della Difesa dello Sri Lanka aveva dichiarato che gli attentati della domenica di Pasqua erano stati ideati come una vendetta contro l’attacco alle moschee in Nuova Zelanda. Da parte sua, l’ISIS aveva rivendicato l’attacco, dichiarando che gli attentati di Pasqua in Sri Lanka fossero stati messi in atto “dai combattenti dello Stato Islamico”.

L’India non si è unita alla colazione internazionale a guida americana che combatte l’ISIS in Siria e in Iraq, ma ha riconosciuto pubblicamente la minaccia esercitata dall’organizzazione terroristica a livello globale. Nel 2016, il governo indiano ha reso noto di aver arrestato 68 seguaci dello Stato Islamico.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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