Ecuador: sommossa in carcere, un morto

Pubblicato il 13 giugno 2019 alle 9:47 in America Latina Ecuador

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L’Ufficio del Procuratore dell’Ecuador ha riferito che perseguirà sette persone già in carcere per altri crimini che presumibilmente hanno partecipato alla morte del detenuto noto come El Cubano in occasione degli scontri dell’11 giugno scorso nella prigione di Guayaquil.

“Per il crimine di omicidio, l’ufficio del procuratore ecuadoriano perseguiterà oggi 7 persone private della libertà che presumibilmente hanno partecipato alla morte del detenuto William Humberto Poveda Salazar (alias El Cubano), l’incidente è avvenuto ieri pomeriggio [11 giugno n.d.a.] nella Penitenciaría del Litoral a Guayaquil, l’udienza preliminare si terrà nell’Unità giudiziaria del Carcere Modelo” – ha comunicato la Procura generale dell’Ecuador sul suo account Twitter mercoledì 12 giugno.

La sommossa carceraria ha avuto luogo martedì 11 alle 17.30 ora locale  in uno dei padiglioni di massima sicurezza del carcere di Guayaquil, ha dichiarato Edmundo Moncayo, direttore del Sistema Penitenziario, secondo quanto riportato dal quotidiano locale El Universo.

“Dopo aver colto di sorpresa due membri della Polizia dell’Unità Contingente Penitenziaria, i detenuti si sono mossi verso uno dei padiglioni dove hanno sorpreso i membri del Gruppo di intervento e salvataggio (GIR) e, tenendoli sotto costante minaccia, entrano nel padiglione, cercano una cella in particolare, entrano e assassinano El Cubano” – ha raccontato Moncayo, convinto che la sommossa carceraria non avesse altro scopo che l’omicidio di El Cubano, che stava scontando una condanna a 25 anni per omicidio.

Il quotidiano ecuadoriano aggiunge che agenti del GIR sono stati rinchiusi dai detenuti nei padiglioni di massima sicurezza e, secondo il personale della prigione, non erano armati. Moncayo ha spiegato inoltre che gli agenti sono stati rilasciati dopo le trattative e che un poliziotto è rimasto ferito.

D’altra parte, il ministro dell’Interno, María Paula Romo, ha dichiarato alla stampa che martedì pomeriggio nel gabinetto di sicurezza, prima dell’incidente carcerario, era stata discussa proprio la situazione delle condizioni di detenzione di El Cubano. Romo ha indicato che il prigioniero “ha ricevuto una misura da un giudice che ci ha chiesto di separarlo dal padiglione di massima sicurezza per mandarlo alla minima sicurezza, nonostante sia stato identificato dall’Intelligence della prigione come una delle persone che dovrebbero essere reclusi nell’area speciale, la polizia ha inviato questo rapporto al direttore del carcere”.

Patricio Vásquez, un avvocato della famiglia Poveda Salazar, ha detto che l’attacco sarebbe stato per vendetta tra bande, secondo quanto riferito dalla stampa ecuadoriana. L’avvocato ha aggiunto che il detenuto è stato detenuto in un padiglione speciale (dove sono rinchiusi detenuti che necessitano speciale attenzione da parte del sistema carcerario) dalla fine del 2018 per non aver rispettato le misure sostitutive e che un mese fa è stato trasferito al padiglione della massima sicurezza senza alcun argomento.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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