Brasile: Corte Suprema rinvia decisione sulla libertà di Lula

Pubblicato il 13 giugno 2019 alle 6:10 in Brasile

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I giudici della Corte suprema del Brasile hanno deciso di rinviare la votazione su un appello che potrebbe liberare l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, in carcere da aprile dell’anno scorso.

“Unanimemente, il secondo gruppo della Corte Suprema ha deciso di portare alla plenaria della Corte il processo per gli atti di responsabilità civile presentato nell’habeas corpus 156583”, ha riferito la corte in una nota ufficiale.

Ciò significa che i cinque giudici che compongono il secondo gruppo hanno deciso che la sentenza dovrebbe essere emessa dagli 11 membri della plenaria in un voto definitivo. Al momento non è stata ancora fissata una data.

I giudici hanno delibereranno su una decisione del Tribunale Federale Regionale della IV Regione (TRF-4), una corte d’appello che ha confermato la condanna di Lula in seconda istanza.

Il TRF-4 ha determinato, unilateralmente, che tutti i condannati in seconda istanza, come nel caso di Lula, devono iniziare a scontare la condanna immediatamente, senza aspettare che vengano giudicati gli appelli in istanze superiori.

Se i 11 giudici della Corte Suprema si esprimeranno contro la posizione del TRF-4, Lula potrebbe essere rilasciato in attesa che il caso venga risolto, ma potrebbero anche essere rilasciati decine di condannati dell’Operazione Lava Jato.

Inoltre, c’è un altro appello che potrebbe beneficiare Lula, ossia quello che i suoi avvocati hanno presentato sostenendo che il giudice che l’ha condannato in prima istanza, Sérgio Moro, non è mai stato imparziale e di conseguenza la sua condanna avrebbe dovuto essere annullata.

Il voto sull’appello è stato sospeso a dicembre dello scorso anno perché il giudice Gilmar Mendes ha richiesto più tempo per deliberare e riprenderà il 25 giugno.

A sostegno dell’appello, gli avvocati di Lula, tra gli altri argomenti, adducono il fatto che Moro abbia accettato la nomina a ministro della Giustizia da parte del presidente Jair Bolsonaro, dimostrando la sua parzialità nei confronti dell’ex presidente e che avrebbe agito dunque durante tutto il processo con intenzioni politiche.

L’appello è tornato all’ordine del giorno della Corte Suprema quando domenica scorsa il giornale The Intercept ha pubblicato conversazioni private tra Moro e il procuratore a capo dell’Operazione Lava Jato, Deltan Dallagnol, che mostrerebbero un comportamento improprio e potrebbero, secondo la difesa di Lula, essere chiave nel dimostrare la persecuzione giuridica messa in atto per fini politici contro l’ex presidente socialista.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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