Stati Uniti – Corea del Nord: Kim Jong Un scrive a Trump, probabile nuovo incontro

Pubblicato il 12 giugno 2019 alle 17:29 in Corea del Nord USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato, martedì 11 giugno, di aver ricevuto dall’omologo nordcoreano una “bellissima lettera”, segnale del fatto che a breve “potrà accadere qualcosa di molto positivo tra i due Paesi”.

Il presidente statunitense non ha fornito dettagli in merito al contenuto della lettera, ma ha espresso la propria disponibilità in merito ad un terzo incontro con il leader nordcoreano, che seguirebbe il vertice dello scorso 28 febbraio. Tali incontri sono finalizzati a indurre la Corea del Nord a rinunciare completamente allo sviluppo di armi nucleari, nonostante gli analisti siano sfiduciati in merito alle reali intenzioni del Paese asiatico.

Da parte sua, Trump ha dichiarato di continuare a fidarsi dell’omologo nordcoreano, il quale, a detta del presidente degli Stati Uniti, “ha mantenuto la sua parola”.

Le dichiarazioni del capo della Casa Bianca sono state rilasciate il giorno successivo ala pubblicazione, da parte del Wall Street Journal e riportato da al Jazeera, della notizia in merito al compianto fratellastro di Kim Jong Un, Kim Jong Nam, il quale sarebbe stato un informatore della CIA. Il fratellastro di Kim Jong Un è stato ucciso in Malesia, presso l’aeroporto di Kuala Lumpur, nel 2017.

A tal proposito, il presidente Trump, che non ha confermato quanto diffuso, ha dichiarato che non lascerà degenerare tali sospetti.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. Kim Jong-un, nel suo discorso di fine anno del 2017, aveva comunicato il suo desiderio di vedere gli atleti nordcoreani prendere parte alle Olimpiadi Invernali di febbraio 2018 in Corea del Sud, dando il via, in questo modo, all’apertura del dialogo con Seoul e, più tardi, con gli Stati Uniti. 

In tale contesto, lo storico summit tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avvenuto il 12 giugno 2018 a Singapore, si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione.

Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro tra i due vertici, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano crollati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni economiche. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam senza sedersi per un pranzo programmato o partecipare a una cerimonia di firma.

L’annuncio da parte del presidente Trump, avvenuto mercoledì 11 giugno, della sua disponibilità a un nuovo incontro apre uno spiraglio nel clima di tensioni tra i due soggetti. Tale clima aveva trovato conferma nelle dichiarazioni del Ministero degli Esteri nordcoreano rilasciate circa 2 settimane prima l’annuncio di Trump. In tale occasione, Pyongyang aveva definito “più che ignoranti” le recenti dichiarazioni del consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, secondo cui le recenti attività missilistiche della Corea del Nord avevano “senza dubbio” violato le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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