Siria: sventato un attacco di Israele a Daraa

Pubblicato il 12 giugno 2019 alle 10:26 in Israele Siria

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Le forze di difesa aerea siriana, nelle prime ore di mercoledì 12 giugno, hanno risposto all’attacco missilistico di Israele a Tal al-Har, nel governatorato di Daraa, città situata nel Sud-Est del Paese. Secondo quanto dichiarato, alcuni missili sarebbero stati abbattuti.

Come riportato dall’agenzia di stampa siriana SANA, i missili israeliani avrebbero causato soltanto danni materiali e non vittime umane. Tuttavia, in seguito all’attacco, Israele avrebbe condotto una “guerra elettronica”, provocando delle interferenze per i radar siriani.

Alcuni locali hanno confermato lo scoppio di un incendio in seguito al bombardamento e, secondo quanto riportato da un’agenzia di stampa tedesca, anche gli abitanti del Sud-Ovest di Damasco avrebbero udito alle 2 di notte circa, ora locale, il rumore di due forti esplosioni in lontananza.

Tal al-Hara è considerata una collina strategica che domina le Alture del Golan, occupate da Israele. Tuttavia, questa è la prima volta che Israele colpisce tale area da quando, un anno fa, l’esercito siriano ne ha ripreso il controllo, strappandola dalle mani dei gruppi di opposizione.

Negli ultimi anni Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran e il gruppo paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei suoi confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Non da ultimo, il 3 giugno, il regime siriano ha annunciato di essere stato colpito da un attacco missilistico, rivendicato da Israele, che ha interessato l’aeroporto militare della provincia di Homs, nell’Ovest della Siria.

Nella cornice del conflitto in Siria, che ha avuto inizio il 15 marzo 2011, i dissidenti del regime controllano gran parte della provincia Nord-occidentale. Qui vivono circa 3 milioni di persone ma la metà è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar al-Assad. L’Iran ed Hezbollah combattono al fianco del presidente e Israele li ha accusati di voler trasformare la Siria in un nuovo fronte volto ai suoi danni.

Le tensioni con Israele hanno avuto inizio con la guerra mediorientale del 1967, quando Damasco ha perso le Alture del Golan ed il territorio è passato sotto il dominio di Israele. L’altopiano è stato, poi, annesso unilateralmente da Israele nel 1981. Tale mossa non è stata riconosciuta da gran parte della comunità internazionale, tranne che da alcuni alleati come gli USA. Dallo scoppio del conflitto siriano, con l’intervento della Russia e dell’Iran, è aumentata la pressione nei confronti del governo israeliano verso un suo ritiro dalla Alture del Golan, considerate una zona critica per la sicurezza della regione.
Tuttavia, il 25 marzo 2019, gli USA hanno riconosciuto ufficialmente la piena sovranità israeliana in tale area, con un decreto firmato dal presidente americano, Donald Trump.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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