Nicaragua: Ortega libera i leader delle proteste

Pubblicato il 12 giugno 2019 alle 13:00 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha impresso una svolta inaspettata nei giorni scorsi alla crisi in Nicaragua. Questo martedì 11 giugno, 56 prigionieri politici imprigionati sono stati rilasciati dopo la repressione delle proteste che sin dal 18 aprile dello scorso anno chiedevano la fine del governo sandinista. Tra loro ci sono i principali leader della rivolta civica. La liberazione avviene poche ore dopo il rilascio di altri 50 detenuti, il tutto a causa della controversa legge di amnistia che il governo di Ortega ha approvato nel fine settimana, criticata da un’opposizione che non è stata in grado di evitare il clamore per la libertà dei prigionieri .

Tra i prigionieri rilasciati martedì 11 giugno ci sono leader studenteschi come Yubrank Suazo o i giornalisti Miguel Mora e Lucía Pineda, direttore e responsabile dell’informazione di Canal 100% Noticias, arrestati il 23 dicembre scorso, quando la polizia nazionale è entrata in redazione, sequestrando tutto il materiale e fermando numerosi giornalisti. Anche il leader contadino Medardo Mairena, che era stato arrestato lo scorso anno all’aeroporto di Managua mentre cercava di fuggire negli Stati Uniti, è stato rilasciato. Mairena è accusata di essere responsabile di un attacco in un villaggio isolato nel sud del Nicaragua, che ha causato la morte di diversi poliziotti. Il giorno dell’evento, tuttavia, il leader contadino era a Managua dove prendeva parte a una manifestazione di opposizione. Mairena è guida del movimento contadino che si oppone alla costruzione di un canale interoceanico in Nicaragua, un progetto di infrastrutture faraoniche del valore di 50 miliardi di dollari e la cui concessione è stata data ad aziende cinesi.

La liberazione dei prigionieri politici segue l’approvazione, la scorsa domenica 9 giugno, di una legge di amnistia imposta da Ortega, fortemente contrastata dall’opposizione, che ritiene si tratti di uno strumento giuridico per cancellare le responsabilità del governo e delle forze di sicurezza dopo le violazioni ai diritti umani commesse nel quadro della repressione contro le dimostrazioni. Tuttavia, il testo che ordina alle autorità di chiudere i procedimenti aperti contro centinaia di oppositori, accusati di presunti crimini legati al terrorismo, e prevede la liberazione  di coloro che sono stati imprigionati per le proteste, è stato accolto con favore da gran parte della popolazione, dalle famiglie e da alcuni legali dei leader oppositori incarcerati.

All’inizio dei negoziati tra governo e opposizione per porre fine alla crisi, lo scorso marzo, Ortega si era impegnato a liberare tutti i prigionieri politici entro il 18 giugno. L’opposizione sta disertando il tavolo delle trattative finché tutti i detenuti per le proteste non siano effettivamente liberati. 

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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