Ghana: salvate le 2 donne canadesi, in arresto 2 sospettati

Pubblicato il 12 giugno 2019 alle 16:28 in Ghana USA e Canada

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Le 2 donne canadesi rapite lo scorso giovedì 4 giugno a Kumasi, in Ghana, sono state tratte in salvo dalle autorità del Paese.

È quanto riportato, mercoledì 12 giugno, da fonti ministeriali del Paese, che avrebbero confermato che le 2 ragazze, dell’età di 19 e 20 anni, siano studentesse provenienti dal Canada che si trovavano in Ghana per lavorare come volontarie per un ente di beneficienza, la Youth Challenge International.  Le 2 ragazze sono sarebbero state rapite dopo essere uscite da un taxi mentre si trovavano a Kumasi, a circa 200 chilometri a Nord-Est della capitale, Accra. Insieme alle due ragazze rapite, vi sarebbe stata una terza cittadina canadese, che però non avrebbe abbandonato il veicolo, correndo ad informare la polizia. Tali dettagli non sono ancora stati confermati dalle autorità.

Stando alla ricostruzione del ministro dell’Informazione, Kojo Oppong Nkrumah, le forze di sicurezza nazionali hanno condotto, nelle prime ore della giornata di mercoledì 12 giugno, una operazione finalizzata alla liberazione delle due donne.

L’ente di beneficienza per cui le due lavoravano avrebbe diffuso informazioni sull’identità delle ragazze. Si trattava di Lauren Tilley e di Bailey Chitty, che, stando alle dichiarazioni della Youth Challenge International giunte a seguito della loro liberazione, non hanno subito danni fisici e sono state messe in contatto con le rispettive famiglie.

Il governo canadese ha ringraziato pubblicamente il Ghana per via della sua “collaborazione nella risoluzione del caso”, senza però aggiungere dettagli per motivi di privacy e per “forma di rispetto nei confronti di queste due cittadine canadesi che sono reduci da un’esperienza devastante”.

Le autorità non avrebbero fornito indicazioni in merito ai responsabili del rapimento, tuttavia, secondo quanto indicato dal DailyMail, la polizia avrebbe arrestato due sospettati.

Parallelamente, stando alle dichiarazioni delle autorità di sicurezza del Ghana, il leader del partito di opposizione del Paese, Samuel Ofosu-Ampofo, è stato arrestato nella giornata di martedì 11 giugno. Ofosu-Ampofo è sospettato di essere coinvolto nei recenti rapimenti cha si sono verificati nel Paese. Il politico sarebbe poi stato rilasciato.

Secondo quanto riportato da Al Arabiya, i rapimenti e le violenze contro i cittadini stranieri sono avvenimenti rari per il Paese dell’Africa occidentale. Tuttavia, nei mesi scorsi il presidente del Ghana, Nana Akufo-Addo, aveva dichiarato di avere intenzione di adottare misure di sicurezza, affinché i rapimenti “non divenissero un elemento caratterizzante” del Paese. Dietro le parole del presidente, il rapimento, avvenuto nel mese di aprile, sempre nella città di Kumasi, di un uomo indiano. 

Il Ghana è stato il primo Paese dell’Africa subsahariana ad ottenere l’indipendenza dal dominio coloniale britannico nel 1957. L’esperienza ghanese ha ispirato molti Paesi africani a lottare contro i propri colonizzatori e, durante gli anni 60, 17 Paesi africani hanno ottenuto l’indipendenza.

Il Paese, che supera i 28 milioni di abitanti, è stato ritenuto nel tempo “baluardo della stabilità” in materia di convivenza multietnica, elemento destabilizzante per il resto della regione africana che si trova a dover contrastare molteplici gruppi di militanti estremisti. Del totale degli abitanti del Ghana, infatti, circa due terzi sono di fede cristiana, la restante parte è di fede prevalentemente islamica.

In tale contesto, il presidente ghanese ha ribadito, mercoledì 5 giugno, l’importanza per il suo popolo di continuare a “proteggere la tolleranza religiosa” in quanto, stando alle dichiarazioni di Akufo-Addo, il Ghana “non può abbandonare il suo stupendo stile di vita per nessuna ragione, specie per via di persone che cercano di snaturare il loro credo religioso”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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