Cosa prevede il decreto sicurezza bis

Pubblicato il 12 giugno 2019 alle 13:10 in Immigrazione Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Consiglio dei ministri ha approvato la versione finale del decreto sicurezza bis, martedì 11 giugno, introducendo disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica. Secondo quanto riportato sul sito ufficiale del governo, le nuove misure riguardano il contrasto all’immigrazione illegale, il potenziamento dell’efficacia dell’azione amministrativa a supporto delle politiche di sicurezza ed il contrasto alla violenza in ambito delle manifestazioni sportive.

L’articolo 1 del decreto-legge attribuisce al Ministero dell’Interno, in qualità di Autorità nazionale di pubblica sicurezza, il potere di limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale, ad eccezione del naviglio militare e delle navi di servizio governativo non commerciale, per ragioni di ordine e sicurezza pubblica, con l’accordo dei ministeri di Difesa e Infrastrutture ed informando il premier.

L’articolo 2 stabilisce multe dai 10.000 ai 50.000 euro per il comandante della nave che non rispetti le norme, insieme alla confisca della nave in caso di reiterazione del reato. Tale misura, nello specifico, è rivolta alle navi ong che soccorrono i migranti.

L’articolo 3 prevede che la competenza delle procedure distrettuali antimafia venga estesa ai reati associativi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’articolo 4 stanzia 3 milioni di euro nel triennio 2019-2021 per finanziare gli oneri connessi al potenziamento delle operazioni di polizia sotto copertura.

Le misure relative all’ordine pubblico contenute negli altri articoli del decreto, invece, mirano ad accrescere la tutela degli operatori di polizia durante le manifestazioni, introducendo una nuova fattispecie delittuosa per punire chi usa razzi, bastoni e altri oggetti contundenti. Gli articoli che riguardano le manifestazioni sportive aumentano le pene per le condotte di violenza o minacce nei confronti degli arbitri, rendendo permanente la facoltà per le forze dell’ordine di arrestare fuori flagranza coloro che hanno commesso reati con violenza contro persone o cose, sanzionando amministrativamente la vendita non autorizzata dei biglietti per accedere alle manifestazioni sportive.

Il tema dell’immigrazione è stato al centro del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza presieduto mercoledì 12 giugno dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, alla presenza delle Forza Armate, delle Forze dell’Ordine e dell’Intelligence. La riunione è stata occasione di approfondimento sui flussi migratori e sugli sbarchi fantasma, tipologia di arrivi che, dai dati, sembra essere in forte diminuzione. Nel corso dell’incontro, è stta rivolta particolare attenzione all’analisi della frontiera slovena, dove al confine verranno rafforzate le pattuglie miste italo-slovene e saranno altresì attivati i programmi ad hoc per i rimpatri assistiti. È stato reso noto che, grazia a operazioni contro i trafficanti di esseri umani in Turchia sono state smantellate bande specializzate curdo-irachene. Dall’inizio dell’anno, sono stati arrestati 27 scarfisti, per la maggior parte russi e ucraini. Infine, il comunicato del Viminale riferisce che, nelle prossime settimane, l’Italia consegnerà 10 mezzi alla Libia.

Tali trend positivi sono confermati da quanto dichiarato dal direttore dell’Agenzia europea della Guardia di Frontiera e Costiera, Frontex, Frabice Leggeri, il quale ha riferito che la situazione dlel’immigrazione clandestina verso l’Unione Europea è migliorata in modo significativo negli ultimi mesi. Nello specifico, dall’inizio del 2019, Frontex ha registrato circa 30.000 attraversamenti irregolari presso i confini europei, la maggior parte die quali è avvenuta al confine tra Grecia e Turchia. Leggeri ha sottolineato che il Mar Egeo è divenuto la principale rotta migratoria nel Mediterraneo.

Nonostante Ankara abbia assicurato la tenuta rispetto alla Siria, ad avviso del direttore dell’agenzia europea, l’UE rimane sotto pressione e lo resterà nel corso dei prossimi decenni. Per tale ragione, ha continuato Leggeri, i Paesi membri devono collaborare strettamente con gli Stati di origine al fine di limitare le partenze, rendendo lì la vita migliore. “La politica non dovrebbe limitarsi alla sola protezione delle frontiere”, ha affermato Leggeri, aggiungendo che, Nel Mediterraneo, l’obiettivo dell’UE è avere un centro di soccorso a Tripoli, in Libia, per far sì che i migranti soccorsi in mare vengano trattati adeguatamente una volta riportati a terra.

Secondo le stime del Ministero dell’Interno, in Italia, dal primo gennaio al 12 giugno 2019, sono sbarcati 2.144 migranti, cifra che segna una diminuzione di oltre il 96% rispetto ai dati relativi allo stesso periodo del 2018. Le prime cinque nazionalità dei migranti sono tunisina, pakistana, irachena, algerina e ivoriana.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.