Caso Golunov: la stampa piega il Cremlino

Pubblicato il 12 giugno 2019 alle 7:55 in Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le accuse di detenzione e spaccio di droga contro Ivan Golunov sono state ritirate e il giornalista, attualmente ai domiciliari con cavigliera elettronica, è stato rilasciato. Lo ha reso noto il ministero degli Interni della Federazione russa secondo quanto riporta dall’agenzia di stampa Ria Novosti.

“Il processo penale contro il giornalista di Meduza, Ivan Golunov, si ferma a causa della mancanza di prove della sua partecipazione al crimine” – ha dichiarato ai giornalisti il ministro dell’Interno Vladimir Kolokoltsev.

Al contempo due alti ufficiali delle forze di polizia coinvolti nell’arresto del giornalista sono stati sospesi. Kolokoltsev intende presentare una petizione al presidente Putin per il licenziamento di Andreij Puchkov, capo del Dipartimento degli affari interni per il distretto amministrativo occidentale di Mosca, e di Jurij Devjatkin, capo della Sezione narcotici del Dipartimento della Polizia di Stato di Mosca.

Noto in Russia per le sue inchieste su mafia e corruzione, Golunov, 36 anni, è un giornalista di Meduza, sito d’informazione in lingua russa e inglese che ha base a Riga, in Lettonia, per sfuggire alla censura russa, ma che ha diversi inviati nella Federazione russa. Venerdì 7 giugno il giornalista era stato fermato per detenzione e spaccio di stupefacenti.

Contro il suo arresto si erano mobilitati attivisti, personaggi del mondo dello spettacolo, giornalisti e intellettuali, tra cui la scrittrice Ljudmila Ulickaja, il rapper Oxxxymiron e il regista Andrej Zujaginc’ev, che hanno denunciato che il giornalista era stato incastrato perché le sue inchieste davano fastidio.

Martedì 11 giugno la stampa filo-Putin si è schierata compatta con Golunov. I giornali Vedomosti, Kommersant’ e RBK principali quotidiani economici della Federazione, sono usciti con la stessa prima pagina con scritto a caratteri cubitali “Io sono/Noi siamo Ivan Golunov”. Ai tre quotidiani, tra i più prestigiosi in Russia, si è aggiunto il network televisivo NTV, solitamente allineato sulle posizioni del Cremlino. In poche ore sono state vendute diverse edizioni dei tre quotidiani a Mosca e a San Pietroburgo, in quella che si può considerare la prima prova di forza della stampa nei confronti delle autorità nella Russia di Vladimir Putin.

“Non escludiamo che la detenzione e il successivo arresto di Golunov siano legati alle sue attività professionali – scrivevano in un editoriale comune i direttori dei tre quotidiani economici – Chiediamo un controllo dettagliato delle azioni degli agenti coinvolti nella detenzione di Ivan Golunov per il rispetto della legge e insistiamo nel fornire i dati di questo controllo ai media”.

“Ci aspettiamo che le forze dell’ordine rispettino rigorosamente la legge e richiediamo la massima trasparenza durante le indagini. Controlleremo attentamente i progressi dell’indagine – aggiungevano Vedomosti, Kommersant’ e RBK – Crediamo che l’adempimento di questi requisiti sia cruciale non solo per la comunità giornalistica russa, ma anche per l’intera società russa nel suo complesso. Chiediamo l’osservanza della legge da parte di tutti e per tutti”.

La liberazione di Golunov, resa nota nella serata di martedì, è considerata unanimemente una grande vittoria per la libertà di stampa nella Federazione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.