Burkina Faso: attacco nel Nord del Paese, almeno 19 morti

Pubblicato il 12 giugno 2019 alle 11:09 in Africa Burkina Faso

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Un gruppo di uomini armati ha ucciso 19 persone e ferito altre 13 nei dintorni della città di Arbinda, nell’area settentrionale del Burkina Faso, al confine con il Mali.

È quanto riferito dal governo del Paese, mercoledì 11 giugno. Gli attacchi si sono verificati nella giornata di domenica 9 giugno, giorno in cui le forze armate burkinabé hanno lanciato, a seguito dell’attentato, una operazione finalizzata al ritrovamento degli aggressori.

Per lungo tempo risparmiato dai gruppi armati attivi nel Sahel, il Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri del mondo, localizzato nell’Africa occidentale e senza alcuno sbocco al mare è divenuto bersaglio dei movimenti jihadisti dalla caduta dell’ex presidente Blaise Compaore, nell’ottobre 2014. Il confine settentrionale con il Mali, rinomato per gli scontri tra gruppi armati, costituisce un territorio propizio per l’ingresso dei terroristi in Burkina Faso, i quali contribuiscono all’instabilità del Paese.

In tale contesto, il governo di Ouagodougou aveva dichiarato, nel mese di dicembre 2018, lo stato di emergenza nelle province settentrionali del Paese, al confine con il Mali, compresa la città di Arbinda, nella provincia di Soum, dove si sono verificati gli attacchi del 9 giugno.

Le recenti uccisioni si sono verificate a sole 2 settimane dall’ultimo attacco nel Burkina Faso, avvenuto domenica 26 maggio, in una chiesa della città di Titao, a circa 150 chilometri da Arbinda. L’attentato Titao è stato almeno il quarto attacco diretto contro la comunità cristiana realizzato nel mese di maggio.

A partire dal 2017, il Burkina Faso ha assistito ad una lenta ma continua crescita delle attività terroristiche jihadiste, specie lungo i confini con il Mali. Lo stesso anno, la branca sahariana di al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM) si è unita ad al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e al Macina Liberation Front per formare il Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin (JNIM), gruppo attualmente molto attivo in Burkina Faso, insieme a Ansarul Islam e ISIS in the Greater Sahara. Secondo il Country Report on Terorrism 2017 del governo americano, le organizzazioni terroristiche reclutano con successo i membri dell’etnia Fulani, che sono particolarmente marginalizzati, poveri e svantaggiati rispetto al resto degli abitanti del Burkina Faso.

Secondo quanto ricostruito da Al Jazeera, gli attacchi in Burkina Faso sarebbero aumentati nell’ultimo periodo per via dell’intenzione delle milizie jihadiste del confinante Mali di estendere la propria influenza nell’intera area del Sahel, territorio subsahariano che si estende dall’Oceano Atlantico al Mar Rosso.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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