Argentina: Macri sceglie un vicepresidente peronista

Pubblicato il 12 giugno 2019 alle 9:57 in America Latina Argentina

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Il presidente dell’Argentina Mauricio Macri ha sorpreso la classe politica nell’ultimo giorno disponibile per la presentazione delle candidature: l’uomo che lo accompagnerà come candidato vicepresidente sarà un peronista. Il presidente dell’Argentina ha annunciato martedì che l’uomo scelto, dopo settimane di trattative, è Miguel Ángel Pichetto, un senatore di lunga data che è stato presidente del blocco kirchnerista al Congresso durante l’amministrazione di Cristina Fernández de Kirchner e che oggi è esponente di quello che Macri chiama “peronismo razionale”. L’annuncio formalizza l’alleanza di fatto tra Macri e il peronismo moderato, un settore dello storico movimento che si richiama a Juan Domingo Perón e che ha garantito la governabilità negli ultimi tre anni e mezzo. 

Fuori dalla formula presidenziale rimane l’altro partito storico dell’Argentina, la Unión Cívica Radical (UCR), formazione che fa parte dell’alleanza ufficiale Cambiemos e che puntava ad avere un candidato vicepresidente radicale.

“Nelle prossime elezioni decideremo se vogliamo vivere in una repubblica o tornare ad un autoritarismo populista – ha scritto Macri sul suo account ufficiale di Twitter comunicando la candidatura di Pichetto – avremo bisogno di costruire accordi con grande generosità e patriottismo in cui tutti gli argentini che condividono questi valori contribuiscano. Miguel Ángel Pichetto mi accompagnerà come candidato a vicepresidente della Nazione”.

Pichetto ha parlato qualche minuto dopo l’annuncio di Macri, intervenendo nella sede del Senato. “Il presidente è l’uomo che ha l’autorità e mi ha onorato con questo invito ad accompagnarlo. Immediatamente ho detto di sì, non c’erano dubbi. Stiamo formando una coalizione politica molto forte con la presenza di altri colleghi del peronismo che accompagneranno anche questa proposta” – ha detto Pichetto. Il peronismo dunque, riconquisterà importanti quote di potere in Argentina, chiunque vinca le elezioni di ottobre.

La scommessa del presidente è considerata rischiosa e solo i risultati elettorali diranno se è stata una buona mossa. Pichetto è un uomo di gestione, una delle persone che conosce meglio il mondo dei negoziati politici.. Non appena il governo di Fernández de Kirchner passò il timone a Macri, Pichetto lasciò il kirchnerismo, che aveva servito come capogruppo al Senato. Da allora ha mantenuto un atteggiamento di collaborazione con il governo, aggiungendo i voti del peronismo non kirchnernerista ai più importanti progetti parlamentari del governo. “Sono sempre stato per un’opposizione democratica, contro chi pensava che il peggio fosse meglio” – ha detto Pichetto nel suo intervento, alludendo al kirchnerismo.

La candidatura di Pichetto toglie spazio ad Alternativa Federal, la coalizione peronista moderata guidata da Sergio Massa, ex capo di gabinetto di Cristina Fernández de Kirchner. Già martedì 11 giugno si attendeva l’endorsement di Massa a favore di Alberto Fernández, candidato presidente del kirchnerismo, ma le tensioni interne ad Alternativa Federal hanno spinto il peronismo moderato a rinviare ogni decisione. 

Entro il 12 giugno dovranno essere registrate le candidature per partecipare alle primarie dell’11 agosto. In Argentina le primarie (PASO) sono aperte, simultanee e obbligatorie.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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