Yemen: droni Houthi contro base saudita

Pubblicato il 11 giugno 2019 alle 10:16 in Arabia Saudita Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I ribelli Houthi, martedì 11 giugno, hanno annunciato di aver sferrato attacchi per mezzo di droni contro la base aerea “Re Khaled”, situata nei pressi di Khamis Mushait, nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita.

Non sono ancora noti i dettagli dell’attacco e, fino ad ora, le autorità saudite non hanno commentato l’accaduto. Tuttavia, tale offensiva non avrebbe causato vittime o danni. Sembrerebbe che i droni da parte Houthi rappresentino una risposta ai raid che la coalizione a guida saudita ha intensificato nei cieli della provincia settentrionale di Hajjah.

Da parte di Riad, il portavoce della coalizione a guida saudita, il colonnello Turki al-Malki, ha confermato, il 10 giugno, che le proprie forze di difesa aerea sono riuscite a intercettare e colpire due droni lanciati dalle milizie sciite Houthi, diretti verso la città di Khamis Mushait.

Negli ultimi anni, la stessa base aerea, “Re Khaled”, ha subito diversi attacchi da parte dei ribelli sciiti. Tra questi, il 24 settembre 2017 un missile balistico di provenienza Houthi ha colpito proprio tale luogo e nei mesi successivi altri ne sono stati intercettati verso il medesimo obiettivo. Tale base ospiterebbe una grande quantità di arsenale aereo e rappresenterebbe uno dei principali punti per lanciare controffensive rivolte al popolo yemenita.

Lo Yemen rappresenta un teatro di guerra, testimone di scontri e rivalità tra fazioni diverse. La guerra civile è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti Houthi, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi. Secondo fonti saudite, la missione sarebbe in linea con il diritto internazionale e umanitario e alcuni ufficiali militari hanno assicurato che prenderanno tutte le misure necessarie a proteggere i civili.

Da parte Houthi, il 26 maggio, è stato lanciato un attacco con drone contro gli hangar militari dell’aeroporto saudita di Jizan, non distante dalla frontiera con lo Yemen, rappresentando il terzo raid aereo nel giro di una settimana. Il 22 maggio era stato già attaccato l’aeroporto saudita di Najran, prendendo di mira le strutture dove si trovavano gli aerei da guerra e un deposito di armi. L’offensiva giungeva dopo 24 ore da un primo assalto contro lo stesso aeroporto, avvenuto il 21 maggio.

L’aeroporto di Jizan è stato nuovamente interessato da attacchi con droni da parte dei ribelli yemeniti Houthi, il 9 giugno scorso. Anche in questo caso, l’obiettivo dei ribelli sarebbe distruggere l’arsenale utilizzato dai sauditi nella guerra in Yemen.

Il 14 maggio, il gruppo sciita ha altresì lanciato una serie di bombardamenti con droni contro un oleodotto in Arabia Saudita. Nel rivendicare l’attacco, i ribelli Houthi lo hanno definito una risposta agli attacchi da parte saudita contro infrastrutture civili yemenite. L’Arabia Saudita ha accusato l’Iran di aver ordinato l’attacco alle infrastrutture petrolifere e ha bombardato Sana’a. Gli ultimi raid contro la capitale, che si sono verificati il 15 maggio, hanno causato la morte di 6 civili.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.