Sudafrica: accuse di corruzione per il presidente

Pubblicato il 11 giugno 2019 alle 18:28 in Africa Sudafrica

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il partito di opposizione sudafricano avrebbe richiesto alle autorità anticorruzione del Paese di rilasciare quanto raccolto in merito al presidente del Paese, Cyril Ramaphosa, il quale avrebbe ingannato il Parlamento su un finanziamento risalente al 2017. Tale sostegno economico sarebbe stato ricevuto da Ramaphosa per la campagna elettorale realizzata per la guida dell’attuale partito di governo del Paese, l’African National Congress (ANC).

Il finanziamento contestato dal partito di opposizione avrebbe un valore economico di 600.000 rand sudafricani, corrispondenti a oltre 33.000 dollari, che l’amministratore delegato di un’azienda di servizi del Paese, la Bosasa, Gavin Watson, avrebbe stanziato per la campagna elettorale di Ramaphosa.

Tale finanziamento risulterebbe sospetto, secondo quanto ricostruito da Reuters, in quanto, nel mese di febbraio, il responsabile operativo della Bosasa, Agnelo Agrizzi, aveva confessato alle autorità giudiziarie del Paese di aver corrotto alcuni politici e burocrati con il fine di assicurare che la sua azienda vincesse le gare d’appalto. A seguito di tale confessione, Agrizzi ed altri 4 dipendenti della Bosasa erano stati arrestati con l’accusa di corruzione e frode.

Una eventuale conferma di un collegamento tra Ramaphosa e la Bosasa potrebbe risultare dannosa per il presidente del Sudafrica, il quale si è dichiarato promotore di misure anticorruzione e volte ad efficientare le aziende di Stato, al fine di attrarre investimenti esteri e spronare l’economia del Paese. In linea con le misure adottate, Ramaphosa aveva imposto alcune sanzioni contro diverse aziende ritenute coinvolte nella corruzione del Paese. Tuttavia, tra le aziende obbligate al pagamento delle penali rientrerebbe anche la Bosasa.

Il rilascio del report richiesto dall’opposizione è previsto per il 12 giugno, secondo quanto riportato dal leader del partito di opposizione del Paese, Mmusi Maimane. A partire dal giorno di pubblicazione del report, ha affermato Maimane, “il presidente sarà chiamato a fornire spiegazioni”. Nel frattempo, una sua portavoce si è rifiutata di commentare la vicenda.

Secondo quanto riportato da Reuters, la testata “Sunday Independent” avrebbe comunicato di aver avuto accesso ad una versione trapelata del report preliminare. Secondo il Sunday Independent, all’interno di tale documento vi sarebbe l’accusa rivolta a Ramaphosa di aver violato la costituzione del Paese, oltre che il codice etico esecutivo. Tali violazioni si sarebbero verificate quando il presidente aveva riferito al parlamento di non essere al corrente del coinvolgimento di suo figlio nella donazione ricevuta.

La situazione in Sudafrica rimane molto critica per quanto riguarda l’economia e specialmente per quanto riguarda l’occupazione. Nelle ultime votazioni, che si sono svolte l’8 maggio 2018, l’African National Congress (ANC) ha vinto con il 57% dei voti, con a capo l’attuale presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, il quale era stato promotore di una forte politica di lotta alla corruzione. Ramaphosa aveva sostituito Zuma come leader dell’ANC nel dicembre 2017, dopo un decennio in cui l’immagine del partito era stata offuscata da scandali di corruzione e da una debole crescita economica.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.