Guerra Commerciale Cina-Usa: le contromisure di Pechino

Pubblicato il 11 giugno 2019 alle 12:12 in Cina USA e Canada

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La Cina si prepara a reagire alla pressione che gli Stati Uniti stanno esercitando sulle sue aziende intraprendendo una serie di contromisure. La prima arriva dal Ministero del Commercio e consiste nella creazione di una lista di “aziende inaffidabili”, la seconda dalla Commissione Centrale per le Riforme e lo Sviluppo e riguarda la creazione di un nuovo sistema di liste per la gestione della sicurezza tecnologica.

Entrambe le misure mirano, da un lato, a migliorare la sicurezza sistemica dell’economia cinese e dall’altro a fare da contrappeso ai provvedimenti Usa che colpiscono le aziende tecnologiche cinesi, Huawei in particolare. Il governo Usa obbligherà, dopo 90 giorni di periodo di grazia, tutte le aziende che intendono vendere tecnologie a Huawei a ottenere il permesso governativo.

I dettagli dei due provvedimenti non sono ancora noti, ma è prevedibile che intendano avere un ruolo di tutela per le aziende high-tech cinesi nei confronti delle minacce che giungono dall’estero e saranno in grado di migliorare la gestione dell’import-export di tecnologie, secondo quanto rivelato dal tabloid di politica estera del Quotidiano del Popolo, Huanqiu.

Gli Stati Uniti nell’ultimo anno hanno approvato una serie di provvedimenti legislativi interni volti a mettere sotto pressione le aziende tecnologiche cinesi, da ultimo quello voluto dal presidente Trump che chiede alle aziende Usa di non avere rapporti commerciali con il colosso delle telecomunicazioni cinese Huawei e con le altre aziende high-tech del Paese, per motivi di sicurezza che non sono stati esplicati nel dettaglio. La Cina, di fronte a tale atteggiamento, ha deciso di ricorrere, anch’essa, a provvedimenti legislativi interni per colpire le aziende statunitensi. In passato, la normativa cinese in ambito di sistemi di gestione delle liste per la sicurezza tecnologica nazionale era piuttosto debole, riporta il tabloid, mentre in futuro sarà piu rigido e disporrà di un sistema di allerta.

Se gli Usa hanno ancora una posizione di avanguardia nel settore tecnologico a livello globale, tuttavia la Cina è al primo posto per l’industria manifatturiera e sta sviluppando sempre di più il settore delle tecnologie applicate all’innovazione, una fornitura di cui il mondo interno non può fare a meno, secondo Pechino. Per questo, la Cina è in grado, imponendo controlli sistemici, di colpire i cicli di fornitura delle aziende tecnologiche americane. Quindi, se gli Usa continuano a contrastare le aziende cinesi, la Cina farà altrettanto e a oggi, secondo i media ufficiali cinesi, è difficile prevedere quali saranno le conseguenze e l’assetto che emergerà da questa “guerra commerciale”.

La Cina è il maggior produttore al mondo di prodotti a base di terre rare con un’industria del settore che si sta perfezionando sempre di più. Una ulteriore contromisura che Pechino vuole prendere in questo settore è quella di interrompere le sue esportazioni di tali prodotti dirette negli Usa. I prodotti a base di terre rare, ovvero 17 minerali ed elementi della tavola periodica considerati come tali perché presenti in natura in quantità minime, sono in alta tecnologia chip e altri micro-componenti utilizzati per l’assemblaggio di smartphone e altri device di ultima generazione.

Gli Stati Uniti hanno affermato che molte aziende straniere presenti in Cina sposteranno i loro stabilimenti produttivi verso gli altri Paesi del Sud-Est Asiatico. Si tratta di una visione semplicistica, secondo il giornale del Partito Comunista Cinese per due ragioni. La prima è che va contro la volontà di quegli stessi Paesi vicini a Pechino e la seconda è che a livello di sviluppo tecnologico uno spostamento delle produzioni di prodotti high-tech appare poco plausibile.

Tutto questo mostra come la Cina è in grado e disposta a controbattere ai provvedimenti anti-Cina che gli Stati Uniti stanno intraprendendo. La Cina, tuttavia, non intende con queste misure colpire indistintamente tutte le aziende straniere che operano sul territorio nazionale, perché continua a portare avanti uno spirito di apertura e di collaborazione. Il portavoce del Ministero del Commercio di Pechino ha tranquillizzato le aziende dicendo che quelle che “rispettano le leggi cinesi e lo spirito contrattuale non devono preoccuparsi” delle nuove misure.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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