Argentina: vittoria peronista alle elezioni locali

Pubblicato il 11 giugno 2019 alle 8:52 in America Latina Argentina

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Le elezioni provinciali argentine stanno chiaramente mostrando una netta avanzata peronista nello scacchiere politico locale. Dall’inizio dell’anno, l’alleanza tra i liberali del presidente Macri e i radicali ne ha vinta solo una, quella di Jujuy, mentre l’opposizione peronista ha vinto in nove province. Gli analisti tuttavia sottolineano che si tratta di un indicatore inaffidabile per le elezioni generali di ottobre, perché i governatori, quasi sempre, sono stati rieletti in carica e perché il peronismo non è unito. Quello che sembra essere delineato, piuttosto, è un’elezione presidenziale tra due blocchi, Mauricio Macri da una parte e Alberto Fernández e Cristina Fernández de Kirchner dall’altra. La debolezza delle opzioni intermedie potrebbe rendere il primo turno, il prossimo 27 ottobre, già decisivo.

Ciò che le elezioni provinciali hanno dimostrato finora è che la popolarità di Macri rimane bassa, anche se non cala già da qualche mese e che alla coalizione presidenziale manca l’impianto territoriale di cui gode il peronismo. La più grande elezione provinciale, quella di Buenos Aires, si terrà ad ottobre, lo stesso giorno in cui saranno eletti il Presidente della Repubblica e i parlamentari di entrambe le camere, e questo sarà di grande importanza: vincere a Buenos Aires, con i suoi oltre dodici milioni di votanti, significherà molto probabilmente vincere tutto.

La sfiducia nell’appello elettorale di Macri ha spinto la maggior parte dei governatori, compresi quelli macristi, a prendere le distanze dall’appuntamento elettorale dal 27 ottobre: non volevano essere interessati da un’eventuale ondata di rigetto nei confronti del presidente. Buenos Aires non lo ha fatto e la governatrice, María Eugenia Vidal, affronterà la rielezione contemporaneamente a Macri contro il candidato kirchnerista, l’ex ministro dell’Economia Axel Kicillof.

I liberali di Macri hanno infine ottenuto una vittoria domenica, a Jujuy, una delle province più povere del Paese. Il radicale Gerardo Morales ha vinto le elezioni e ha colto l’occasione per chiedere al presidente di aprire la sua coalizione al peronismo moderato, nella convinzione che, per ora, numeri di Cambiemos, l’alleanza presidenziale, non sembrano sufficienti per una vittoria nazionale.

La serie di sconfitte di Macri è lunga. A San Juan, il suo candidato ha perso contro Sergio Uñac, agglutinatore del peronismo moderato e del kirchnerismo. A Misiones, ha vinto Oscar Herrera, un peronista moderato. La Pampa ha eletto Sergio Ziliotto, un altro unificatore del peronismo, e la capitale della provincia, Santa Rosa ha eletto sindaco Luciano di Nápoli, esponente kirchnerista. A Neuquén ha stravinto Omar Gutiérrez, del Movimento popolare neuquino. A Santa Fe vince il socialista Antonio Bonfatti, ma il peronismo, diviso in due candidature, ha preso più voti. Tucumán è rimasta nelle mani di Juan Manzur, ex ministro della salute di Cristina Fernández de Kirchner. In Entre Ríos ha vinto Gustavo Bordet, e a Rio Negro, Arabela Carreras, entrambi alleati del kirchnerismo.

Nella provincia di Córdoba, la seconda del paese, è stato rieletto governatore Juan Schiaretti, peronista molto vicino a Macri. Sia Schiaretti che l’influente senatore peronista Miguel Ángel Pichetto hanno anticipato che in un ballottaggio presidenziale tra Macri e Kirchner, avrebbero votato per Macri. La grande domanda è se quel secondo turno avrà luogo o se il risultato del primo turno darà un chiaro vantaggio a una candidatura, in modo da rendere inutile o quasi simbolico un nuovo voto.

Gli strateghi di Mauricio Macri contano sul fatto che la Alternativa Federal, il blocco dei peronisti moderati, ottenga un buon risultato al primo turno e poi spinga a votare Cambiemos. Questo aiuto, insieme all’opposizione che suscita la figura di Cristina Fernández de Kirchner in una larga parte dell’elettorato, dovrebbe garantire la rielezione del presidente. La coppia Alberto Fernández, candidato alla presidenza, e Cristina Fernández de Kirchner, candidata alla vicepresidenza, tuttavia, sembra non lasciare spazio ad Alternativa Federal. E se Kirchner riesce ad attirare dalla sua parte Sergio Massa, presidente di Alternativa Federal, può aspirare a una vittoria praticamente decisiva al primo turno. Massa e Fernández stanno trattando per concludere un’alleanza entro mercoledì 12 giugno, quando si chiudono le registrazioni per le primarie di agosto.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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