Venezuela riapre frontiera con la Colombia

Pubblicato il 10 giugno 2019 alle 9:40 in Colombia Venezuela

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Nicolás Maduro ha autorizzato l’apertura dei valichi di frontiera tra il Venezuela e la Colombia, che lo stesso leader venezuelano aveva ordinato di chiudere tre mesi fa. “Nel pieno esercizio della nostra sovranità, ho ordinato l’apertura dei valichi di frontiera con la Colombia nello Stato di Tachira, a partire da sabato 8 giugno. Siamo un popolo di pace che difende fermamente la nostra indipendenza e autodeterminazione” – ha scritto su Twitter il presidente del Venezuela.

La decisione è un sollievo per le migliaia di venezuelani che costantemente attraversano il confine con Colombia per fare scorta di medicine, prodotti alimentari e prodotti necessari per la sussistenza introvabili in patria. Inoltre la riapertura dei valichi di frontiera presuppone la ripresa del flusso migratorio legale in uscita dal Venezuela attraverso il Ponte Bolívar. Il flusso era stato trasferito  negli ultimi mesi su strade clandestine, conosciute come sentieri, dopo la chiusura dei ponti di confine che conducono a Cúcuta, la città che il governo colombiano ha stabilito come hotspot per i migranti in arrivo dal Venezuela, oltre un milione negli ultimi quattro anni. 

I cosiddetti sentieri sono altamente pericolosi perché controllati dalle mafie che costringono i migranti a pagare cifre altissime e spesso li coinvolgono negli scontri a fuoco tra e diverse bande.

Maduro aveva ordinato la frontiera chiusa per impedire l’ingresso di aiuti umanitari provocati dall’opposizione. Era il 22 febbraio, un giorno prima dell’arrivo annunciato di aiuti internazionali per lo più statunitensi, considerati dal governo di Caracas un escamotage per far entrare in Venezuela uomini e mezzi per rovesciare Maduro.

Franklyn Duarte, deputato di opposizione dell’Assemblea Nazionale, è convinto che la pressione internazionale, il collasso della situazione nel paese e il disagio della popolazione venezuelana hanno determinato la decisione Maduro. “Non è un favore. Era un obbligo. Né queste misure né altre che verranno possono distrarci dall’obiettivo: lo sfratto di Maduro da Miraflores. Siamo vicini a una catastrofe umanitaria” – ha detto il sostenitore di Guaidó.

In precedenza, Juan Guaidó, presidente del parlamento e riconosciuto da più di 50 paesi come presidente ad interim del Venezuela, aveva approvato un decreto per estendere per altri cinque anni la validità dei passaporti venezuelani scaduto. Gli Stati Uniti hanno riconosciuto la misura quasi immediatamente. Secondo una nota del Dipartimento di Stato, l’estensione della validità del documento sarà utile per il rilascio di visti e altre procedure consolari. “L’ufficio per le dogane e la protezione delle frontiere riconoscerà anche i passaporti coperti da questo decreto” – afferma una dichiarazione della diplomazia USA.

La crisi migratoria spicca tra le conseguenze della crisi in corso in Venezuela. I confini sono stati presi d’assalto dal 2016, anche se già dal 2014 il flusso era andato costantemente crescendo. La maggior parte dei migranti, ormai 4,6 milioni secondo dati delle Nazioni unite, si è diretto in Colombia, Ecuador, Perù e Cile, ma anche paesi lontani come Uruguay, Costa Rica e Argentina registrano aumenti significativi di ingressi di Venezuelani. A Trinidad e Tobago solo nell’ultimo anno i migranti venezuelani sono passati da meno di 2.000 a oltre 40.000. L’esodo ha colpito praticamente tutti i paesi dell’America Latina che non erano pronti a ricevere migliaia di persone sfollate a causa della crisi economica e sociale in corso in Venezuela.

Per i venezuelani, la questione dei documenti non è un problema minore. Molti non possiedono documenti legali a causa delle carenze degli uffici locali, dell’ente per le migrazioni e del servizio di rilascio passaporti. Sebbene diversi governi, anche europei, abbiano deciso di accettare i passaporti scaduti, le difficoltà nell’accesso ai posti di lavoro, ai servizi sanitari e all’istruzione sono una costante.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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