Qatar: consenso palestinese necessario per bozza di pace USA in Medio Oriente

Pubblicato il 10 giugno 2019 alle 6:00 in Palestina Qatar

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Il Qatar, domenica 9 giugno, ha reso noto che esiste un divario tra la prospettiva dei palestinesi e quella degli americani in merito alla bozza statunitense volta a porre fine al conflitto israelo-palestinese, e ha messo in guardia che non si può “imporre” una soluzione ai palestinesi.

Il progetto americano, guidato da Jared Kushner, il genero del presidente Donald Trump nonché consigliere presso la Casa Bianca, è considerato dai palestinesi, e da alcuni funzionari e politici arabi, come un piano per dichiarare conclusa la causa palestinese.

“Da come la vediamo, al momento c’è una discrepanza tra i palestinesi e gli statunitensi”, ha affermato il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, parlando con i giornalisti a Londra. “La nostra posizione rimane molto rigida: sosterremo qualunque piano a patto che i palestinesi siano intenzionati ad accettarlo”, ha poi aggiunto il ministro, spiegando: “Non può trattarsi di una soluzione in qualche modo imposta ai palestinesi… Nessun Paese nel mondo arabo può accettare una cosa del genere. Se il progetto è respinto da una delle parti, significa che o non è equo o non è realistico. La migliore ipotesi è che o entrambe le parti lo accettino, o che entrambe lo respingano”. Sheikh Mohammed ha poi aggiunto che non ci sarà alcuna conferenza volta a convincere una delle due fazioni. Non di meno, egli ha lodato la parte economica del programma di Kushner, definendola “meravigliosa”, ma puntualizzando che è prima necessaria una solida base politica. Tale accordo di pace, che è in corso da due anni, prevedrà investimenti su larga scala e attività infrastrutturali nei territori palestinesi, ma per quanto riguarda gli elementi politici centrali ancora non è nota alcuna informazione precisa.

Kushner, che ha cercati di lavorare a un accordo di pace, nella settimana precedente, durante un’intervista, ha affermato che il popolo palestinese ha il diritto e merita l’autodeterminazione, tuttavia ha poi espresso incertezza circa la loro capacità di autogovernarsi. 

Se da una parte i dettagli della bozza non sono ancora stati divulgati pubblicamente, dall’altra alcune fonti palestinesi e arabe che sono state informate sul contenuto del programma sostengono che Kushner abbia messo da parte la soluzione dei due Stati.

I palestinesi reclamano la liberazione della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e della Striscia di Gaza, territori occupati da Israele nella guerra del 1967, per la costituzione di uno Stato indipendente. Superando le politiche pianificate dai suoi predecessori, l’amministrazione Trump si è rifiutata di approvare una soluzione che preveda due Stati per risolvere il conflitto tra Israele e palestinesi. Questi ultimi hanno chiuso i loro legami con la Casa Bianca dopo che il presidente statunitense ha dichiarato di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele, nel dicembre 2017, e di trasferire la propria ambasciata in questa città. Gli Stati Uniti hanno altresì tagliato aiuti ai palestinesi equivalenti a centinaia di milioni di dollari e hanno ordinato la chiusura dell’ufficio diplomatico palestinese insediato a Washington.

Il 25 marzo, a Washington, il presidente americano Donald Trump ha firmato un decreto nel quale gli Stati Uniti riconoscono la sovranità israeliana sulle Alture del Golan. L’atto ha in pratica formalizzato la dichiarazione di Trump del 21 marzo, con la quale il presidente degli USA aveva affermato che era giunto il momento per gli Stati Uniti “di riconoscere pienamente” la sovranità israeliana sul Golan.  Considerando le misure adottate dall’amministrazione Trump fino ad oggi, c’è dunque poca speranza per una potenziale svolta nella risoluzione del conflitto.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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