Niger: veicolo militare americano colpito da una bomba

Pubblicato il 10 giugno 2019 alle 17:03 in Niger USA e Canada

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Un veicolo militare americano è stato colpito da un ordigno esplosivo improvvisato in Niger, nei pressi della città di Ouallam, nell’area sudoccidentale del Paese. L’esplosione non sembrerebbe aver causato danni a persone o cose.

È quanto accaduto sabato 8 giugno, nel corso di una esercitazione congiunta tra le forze americane e quelle nigerine. In tale occasione, il mezzo USA anti-mina e anti-agguato MAT-V stava effettuando l’accesso in un campo di tiro, quando ha attivato l’ordigno. “Non sono stati riportati danni, tuttavia, in via precauzionale, è stata disposta l’evacuazione dei militari americani”, ha dichiarato il comando generale dell’Africom, una delle sei delegazioni mondiali del Dipartimento della Difesa americano. Nel frattempo, le forze nigerine hanno provveduto a mettere in sicuro l’area interessata dall’esplosione.

In seguito all’accaduto, l’Africom ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, in cui si legge che i militari statunitensi si trovano in Niger per “lavorare con, e per, i partner nigerini al fine di promuovere la stabilità e la sicurezza, consentendogli allo stesso tempo di essere in grado di affrontare le loro minacce in materia di sicurezza”. Tale Paese, ha spiegato l’Africom, “è un partner di importanza vitale per quanto riguarda la lotta alle organizzazioni estremiste”. 

Il Niger, Paese africano localizzato nell’area centrale del Sahel, è divenuto negli ultimi anni sempre più teatro di attacchi terroristici di matrice islamista. Per comprendere perché il Niger sia così esposto al terrorismo, occorre ricordare che, da quasi 60 anni, il Paese vive una situazione di instabilità economica, politica e sociale. Il 3 agosto 1960, il Niger si è reso indipendente dal dominio coloniale francese e, da allora, la strategia adottata dai governi nazionali si è concentrata sulla modernizzazione dell’economia, puntando, in particolare, sullo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie. Nonostante gli sforzi, il Niger continua a essere definito uno dei Paesi più poveri del mondo dalle Nazioni Unite. 

Dal momento che i confini del Niger sono scarsamente controllati, vengono attraversati facilmente dai gruppi terroristici. Nel Paese risultano attivi Boko Haram, ISWA e alcuni gruppi affiliati ad al-Qaeda e all’ISIS. L’ultimo attacco terroristico che ha colpito il Niger si è verificato il 14 maggio ed è stato rivendicato dall’ISIS. In tale data, uomini armati hanno ucciso almeno 17 soldati nigerini in un’imboscata presso il villaggio di Tongo Tongo, vicino al confine con il Mali.

Oltre che per i terroristi, i confini nigerini sono terreno fertile anche per il contrabbando e il traffico di armi, che circolano poi in tutto il resto del Paese.

In tale contesto, dal 2012 al 2017, il governo americano ha speso circa 240 milioni di dollari in programmi di assistenza, antiterrorismo e anti-estremismo per aiutare le autorità del Niger. E nell’ambito della cooperazione internazionale e regionale, dal 2017, il Niger fa parte della coalizione globale a guida americana che bombarda lo Stato Islamico. 

Da parte sua, l’Italia ha autorizzato, il 17 gennaio 2018, una missione militare nel Paese, con l’obiettivo di supportare e rafforzare le autorità nigerine, insieme all’aiuto nel controllo delle frontiere e del territorio e di sviluppo della componente aerea della Repubblica del Niger. Ad oggi, come si legge sul Ministero della Difesa, sono presenti nel Paese africano circa 470 militari, 130 mezzi terrestri e 2 mezzi aerei. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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