Mali: attacco contro villaggio, il bilancio è di circa 100 morti

Pubblicato il 10 giugno 2019 alle 16:08 in Africa Mali

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Circa 100 persone sono morte a seguito di un attacco contro il villaggio di Sobane-Kou, nell’area centrale del Mali, la cui popolazione appartiene principalmente all’etnia dogon.

È quanto accaduto nella notte di lunedì 10 giugno, a circa 3 settimane dall’ultimo attacco nel Paese, effettuato domenica 21 aprile da alcuni uomini armati, sospettati di essere militanti jihadisti, a Guire, anch’essa nell’area centrale del Mali.

Gli attacchi di Sobane-Kou, villaggio situato nei pressi della città di Sangha, sono stati effettuati da alcuni uomini armati, i quali sono stati responsabili dell’uccisione di almeno 95 persone. Secondo quanto riferito dal sindaco di Sangha, a pochi chilometri dal luogo dell’attacco, le vittime sarebbero state bruciate vive nelle loro case, le quali erano state bruciate dagli aggressori. Contemporaneamente, questi ultimi avrebbero sparato contro chi cercava di scappare dalle fiamme.

Nel frattempo, le forze di sicurezza nazionale continuano a cercare i corpi di eventuali ulteriori vittime. Secondo le ultime dichiarazioni del portavoce del Ministero dell’Interno del Mali, Amadou Sangho, al momento i dispersi risulterebbero essere circa 19.

Non è ancora giunta alcuna rivendicazione da parte degli aggressori, per quanto le ipotesi principali chiamino in causa il terrorismo etnico ed il terrorismo di matrice jihadista. Da parte sua, il sindaco della vicina Bankass, Moulaye Guindo, avrebbe riportato che alcuni uomini del gruppo etnico dei fulani della sua città si sarebbero diretti verso Sobane-Kou per attaccarla al crepuscolo. Tale dichiarazione non è però ancora stata confermata.

L’affermazione di Guindo troverebbe le proprie fondamenta nell’attacco che i fulani hanno subito da parte dei dogon lo scorso 23 marzo. In tale circostanza, ad Ogossagou, nell’area centrale del Mali, 160 fulani erano stati arsi vivi nelle proprie case, a cui era stato appiccato il fuoco, in un attacco premeditato e legato a rivalità etniche. A tale riguardo, sono stati effettuati fino ad ora 5 arresti, ma non tutti i responsabili della carneficina sono ancora stati assicurati alla giustizia. 

Il Mali è un Paese dell’Africa occidentale che è teatro di scontri tra gruppi armati. La sicurezza dello Stato è peggiorata da quando, nel 2013, le forze francesi locali hanno respinto i ribelli islamisti e i Tuareg dai territori a Nord del Mali che erano stati occupati nel corso dell’anno precedente. Da allora, si verificano periodicamente attacchi. Inizialmente le azioni terroristiche erano concentrate nel deserto del Nord ma, nel corso del tempo, si sono estese anche nel centro e nel Sud del Paese. 

Il Mali è anche teatro di scontri etnici che, nel corso degli anni passati, hanno causato la morte di migliaia di persone. I principali scontri coinvolgono i cacciatori di etnia dogon ed i mandriani fulani. I primi sono una popolazione africana che conta circa 240.000 individui e vive prevalentemente a Sud del fiume Niger. I fulani, invece, sono un’etnia nomade dell’Africa occidentale, dedita alla pastorizia e al commercio. Sono diffusi dalla Mauritania al Camerun e contano complessivamente fra i 6 e i 19 milioni di persone. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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