Dall’ISIS all’Europa: 12 bambini consegnati a Parigi

Pubblicato il 10 giugno 2019 alle 15:01 in Francia Siria

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L’autogoverno curdo del Nord della Siria ha annunciato, lunedì 10 giugno, di aver consegnato 12 bambini orfani ad una delegazione governativa francese. I genitori erano foreign fighter di cittadinanza francese, morti durante gli scontri in Siria.

A renderlo noto, il ministro degli Esteri dell’amministrazione curda, Abdulkarim Omar, che ha specificato che il trasferimento ha avuto inizio il 9 giugno dalla città di Ain Issa. Al-Jazeera ha aggiunto che, oltre ai 12 bambini, altri 2 sarebbero stati consegnati all’Olanda, sebbene il Ministero degli Esteri olandese non abbia ancora confermato gli sviluppi relativi alla questione.

Lo scorso marzo, Parigi aveva già accolto 5 bambini orfani o separati dalle proprie famiglie, di età pari o inferiore a 5 anni, che si trovavano nei campi a Nord- Est della Siria. Da parte francese, è stata sottolineata la necessità di perseguire i francesi membri dell’ISIS nei luoghi di detenzione. Inoltre, il ritorno di bambini e minori dallo Stato Islamico, così come di coloro nati da genitori francesi e presunti jihadisti, è da considerarsi, per Parigi, una questione umanitaria.

La Francia possiede uno dei più grandi contingenti di presunti combattenti che hanno partecipato all’attacco curdo, guidato dagli Stati Uniti, contro Banghouz, liberata il 23 marzo scorso. Si trattava dell’ultima roccaforte dello Stato islamico nell’Est della Siria, situata sulle rive del fiume Eufrate, al confine con l’Iraq. Si stima che in Siria ci siano circa 150 bambini e minori francesi, per la maggior parte nati fuori i territori europei, e che circa 1200 cittadini si siano uniti allo Stato Islamico nel corso degli ultimi anni. La maggior parte di questi sarebbe, però, morta nei conflitti sferrati dall’organizzazione terroristica contro Iraq e Siria, negli attacchi ad opera della coalizione anti-ISIS, così come negli scontri con le forze democratiche curde in Siria e le altre fazioni presenti nel territorio. Undici combattenti di cittadinanza francese sono stati condannati a morte nelle ultime settimane dalle autorità di Baghdad mentre circa 450 cittadini francesi legati allo Stato Islamico sono detenuti nei campi profughi della Siria Nord-orientale.

Nella cornice della guerra civile siriana, iniziata il 15 marzo 2011, i curdi hanno partecipato attivamente al conflitto. In particolare, il 17 marzo 2016, il Congresso costitutivo ha proclamato unilateralmente un sistema federale curdo nel Nord della Siria, mai riconosciuto dal governo del presidente siriano, Bashar Al-Assad, che lo ha considerato privo di “base legale”. L’obiettivo dei curdi siriani era quello di ottenere una certa autonomia territoriale, in uno Stato decentralizzato, come accaduto per altri gruppi etnici e religiosi siriani.

Allo stesso tempo, il 10 ottobre 2015, i curdi siriani hanno contribuito a formare le Syrian Democratic Forces (SDF), un’alleanza multi-etnica e multi-religiosa, composta da curdi, arabi, turkmeni, armeni e ceceni. Fin dalla sua creazione, l’alleanza ha svolto un ruolo rilevante nella lotta contro l’ISIS in Siria, contribuendo alla progressiva liberazione delle roccaforti occupate dai jihadisti.

Non da ultimo, le milizie curde delle SDF, spalleggiate dalle forze americane, hanno ufficialmente riconquistato Baghouz ponendo fine al califfato jihadista, autoproclamatosi il 29 giugno 2014. La liberazione di tale roccaforte ha rappresentato un evento decisivo nella lotta contro i terroristi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Piera Laurenza, interprete di arabo

 

di Redazione

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