Mar Cinese Meridionale: Usa e Cina interessi a confronto

Pubblicato il 9 giugno 2019 alle 11:24 in Cina USA e Canada

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Gli Stati Uniti definiscono la Cina un “avversario strategico” nel Mar Cinese Meridionale. Tale definizione ha due implicazioni. La prima è quella di giustificare il rafforzamento delle proprie operazioni militari nelle acque contese e la seconda è quella di unire maggiormente gli alleati di Washington, come Giappone, Sud Corea, Australia e Regno Unito, contro la Cina. Tale situazione porta a incontri sempre più ravvicinati tra le forze aree e marine di Cina e Stati Uniti nel Mar Cinese Meridionale.

Il Mar Cinese Meridionale è un territorio le cui acque sono contese tra tutti i Paesi che vi si affacciano. In particolare, la Cina rivendica la sovranità della maggior parte dell’area e da diverso tempo ha avviato delle operazioni di costruzione militare sugli isolotti della zona. Si tratta di un tratto di mare particolarmente ricco di risorse minerarie e di giacimenti di gas naturale attraversato anche da molte rotte commerciali che vedono il passaggio di merci per un valore di 3 trilioni di dollari ogni anno. Se la Cina, le Filippine, l’Indonesia, il Vietnam, Taiwan e la Malesia rivendicano ciascuno la sovranità su porzioni di queste acque e sugli arcipelaghi che le compongono, gli Stati Uniti sono presenti nella zona perché interessati a tutelarne lo status di acque internazionali. Le navi e le portaerei della Marina Usa pattugliano spesso la zona e si incontrano e spesso scontrano con le loro controparti cinesi. Pechino continua a ribadire il suo diritto alla sovranità sulle acque adducendo motivazioni storiche, mentre Washington si ostina a presidiare la zona per garantire la libertà di navigazione e difendere i propri interessi commerciali. Gli Usa sono interessati a mantenere lo status quo di acque internazionali del braccio di mare in cui transitano, annualmente, merci per un valore di 3 mila miliardi di dollari.

Il comportamento della Cina nel Mar Cinese Meridionale – in particolare le sue attività di militarizzazione di diverse isole e isolotti artificiali vicini alle sue coste – viene condannato aspramente dagli Stati Uniti e dagli altri Paesi che si affacciano sulle acque contese.

Cina e Stati Uniti vivono da quasi dieci anni una situazione di “contrasto freddo” nel Mar Cinese Meridionale. Quali sono gli interessi dei due Paesi che hanno condotto a tale situazione?

Pechino e Washington non hanno mai definito il Mar Cinese Meridionale come un tema di “interesse centrale” per le rispettive politiche estere, tuttavia appare evidente che esso tocchi interessi vitali e strategici per entrambi, secondo l’analisi di The Diplomat. La ragione principale alla base dei contrasti è una vera e propria gara per il dominio e il controllo sull’ordine regionale dell’area intorno alle acque contese.

Gli interessi degli Usa nel Mar Cinese Meridionale sono stati annunciati per la prima volta nel 1995, per poi divenire sempre piu chiari negli ultimi anni, con le amministrazioni Obama e Trump che hanno definito la questione come “interesse vitale” e “interesse nazionale top”. Si tratta di tre tipologie di interessi diversi. La prima riguarda l’interesse Usa di mantenere la libertà di navigazione e l’accesso, senza restrizioni, alle acque contese anche per le imbarcazioni e i velivoli a uso militare. La seconda tipologia di interesse riguarda la superiorità militare che gli Stati Uniti detengono attualmente rispetto alla Cina e la loro volontà di fare da deterrenti per eventuali conflitti armati nella regione. La terza riguarda la volontà di Washington di costruire un “ordine regionale basato su regole condivise” che sia dominato dagli Stati Uniti Stessi.

Dall’altro lato, gli interessi della Cina sono, invece, suddivisibili in 4 categorie. La prima riguarda le rivendicazioni di sovranità territoriale di Pechino sulla maggior parte delle isole del Mar Cinese Meridionale, delle loro acque territoriali e zone economiche esclusive, sulla base di ragioni storiche. La seconda riguarda l’importanza strategica di “cuscinetto” che il Mare e le isole che vi sorgono svolgono per la sicurezza nazionale cinese, sia dal punto di vista marittimo che aereo. In terzo luogo, le acque contese sono fondamentali per la crescita economica nazionale cinese, specialmente per le rotte delle esportazioni di beni di prima necessità e delle importazioni di petrolio, che rappresentano rispettivamente il 60 e l’80% della bilancia commerciale cinese. Da ultimo, la Cina è interessata a creare un suo sistema di regole, cosa che sta tentando di fare negoziando il Codice di Condotta Congiunto con i Paesi dell’Asean, che non preveda l’intervento degli Stati Uniti e che possa garantire un modello di sviluppo sostenibile per tutte le aree che circondano le acque contese.

Le ragioni fondamentali del conflitto freddo tra Washington e Pechino sembrano essere, dunque, radicate nel desiderio degli Usa di dominare un ordine regionale in cui la forza della Cina è già preponderante. Gli Stati Uniti sono pronti a usare la loro potenza militare per agire come “difensori” dell’ordine attuale che li vede sempre presenti. Pechino, dal suo canto, percepisce la presenza degli Usa come un tentativo di “contenere” il suo sviluppo e l’espansione della sua influenza nell’Asia-Pacifico.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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