Stati Uniti: Turchia fuori da programma jet F-35

Pubblicato il 8 giugno 2019 alle 10:49 in Turchia USA e Canada

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Il Pentagono ha fatto sapere alla Turchia che, poiché Ankara porterà avanti l’acquisto del sistema di difesa russo S-400, verrà esclusa dal programma di compravendita dei jet americani F-35.

Il Pentagono ha notificato ufficialmente la notizia ad Ankara, nella giornata di venerdì 7 giugno, tramite una lettera inviata dal Segretario della Difesa americano, Patrick Shanahan. Nella stessa lettera, gli Stati Uniti hanno fatto sapere che non consentiranno più l’addestramento dei piloti turchi all’interno del proprio territorio, a partire dal 31 luglio in poi, e che tutto lo staff turco connesso al programma dei jet F-35 dovrà lasciare il Paese entro la fine di tale mese, vista la decisione presa dal presidente della Turchia, Recept Tayyip Erdogan, di non rinunciare all’accordo con la Russia nonostante le pressioni degli Stati Uniti e della NATO. Nella lettera si legge esplicitamente che non ci saranno “nuovi addestramenti per gli F-35”; quelli previsti per il resto del 2019 erano destinati a formare 34 piloti turchi.

“Questo addestramento non avverrà perché stiamo sospendendo la Turchia dal programma per gli F-35”, si legge in un documento allegato alla notifica formale, in quanto “non ci sono più i requisiti per impratichirsi sui sistemi”. Nella lettera, Shanahan ha altresì messo in guardia Ankara circa la possibilità che il suo accordo commerciale con la Russia possa minare i suoi legami con la NATO, danneggiando l’economia del Paese mediorientale e creando una eccessiva dipendenza nei confronti della Russia. “Avete ancora l’opzione di cambiare rotta in merito agli S-400”, conclude il messaggio.

Martedì 4 giugno, Erdogan aveva detto che tornare indietro dall’accordo sugli S-400 è “fuori discussione”. Secondo gli esperti, l’esclusione di Ankara dal programma americano rappresenta la maggiore rottura tra i rapporti bilaterali con Washington negli ultimi anni.

Da programmi, i piloti turchi avrebbero dovuto recarsi negli Stati Uniti per addestrarsi sugli F-35, gli aerei caccia prodotti dall’americana Lockheed Martin, che la Turchia aveva deciso di acquistare insieme ai missili S-400, di bandiera russa. Ankara aveva dichiarato di voler acquistare circa 100 velivoli, per un valore economico di circa 9 miliardi di dollari.

In precedenza, Ankara aveva fatto sapere che non avrebbe rinunciato ai piani per acquistare i sistemi russi S-400 e che il primo lotto di unità dovrebbe arrivare nel Paese a luglio. Gli Stati Uniti, preoccupati dal graduale avvicinamento della Turchia alla Russia, non vogliono che uno dei loro alleati chiave in Medio Oriente, membro della NATO dal 1952, sbilanci gli equilibri geopolitici a favore di Mosca, e sostengono che i sistemi S-400 non siano compatibili con gli standard della NATO. Di conseguenza, Washington ha minacciato sanzioni per l’eventuale acquisto e hanno fatto ripetutamente sapere di poter ritardare o annullare la vendita dei nuovi caccia F-35 alla Turchia.

Gli S-400 sono un sistema di difesa missilistica all’avanguardia. . L’S-400 è un upgrade dell’S-300, a sua volta versione migliorata dell’S-200 di epoca sovietica. Già l’S-300, schierato da Mosca in Siria, suscita la preoccupazione di Israele, che infatti ha cercato di evitare che la Russia dotasse Damasco del sistema di contraerea.  Mosca sostiene che il nuovo sistema S-400 possa intercettare aerei, missili da crociera, missili a medio-raggio, droni e altri sistemi di sorveglianza aerea, anche se le sue capacità complete devono ancora essere testate in combattimento. Il valore aggiunto dell’S-400, che ha un’autonomia di circa 250 miglia, è che può intercettare più obiettivi simultaneamente, con e senza equipaggio. Gli S-400, inoltre, sono dotati di un sistema anti-accesso o di rifiuto di area che, essenzialmente, crea una no-fly zone ovunque sia installato il sistema. Per tale ragione, la Russia ha schierato l’S-400 nella sua base in Siria dopo che un F-16 dell’aviazione militare turca ha abbattuto un Su-24 russo operante nel Paese mediorientale, il 24 novembre 2015.

Dopo l’India e la Turchia, anche la Cina ha annunciato che inizierà ad utilizzare il sistema di contraerea russo S-400 per le sue forze armate. Tre degli eserciti più numerosi e armati del mondo, quattro se si conta la stessa Federazione russa, avranno dunque in uso il sistema S-400. A questi bisogna aggiungere l’interesse di numerosi paesi, tra cui Arabia Saudita e Qatar.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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