Petróleos de Venezuela apre ufficio a Mosca

Pubblicato il 7 giugno 2019 alle 6:10 in Russia Venezuela

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Il ministro del petrolio venezuelano Manuel Quevedo ha dichiarato che la compagnia petrolifera statale Petróleos de Venezuela SA (PDVSA) aprirà il suo ufficio a Mosca entro la fine di giugno.

“Sarà questo mese, abbiamo terminato tutte le pratiche burocratiche a maggio e attualmente stiamo spostando lo staff”, ha affermato Quevedo, attuale presidente di PDVSA, durante il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF).

All’inizio di marzo, la vicepresidente del Venezuela Delcy Rodríguez aveva annunciato durante la sua visita nella capitale russa il trasferimento dell’ufficio europeo della PDVSA da Lisbona a Mosca, sostenendo tra l’altro che l’Europa non può garantire l’integrità dei beni del Venezuela.

In occasione della conferenza stampa a margine del vertice con il ministro degli Esteri Lavrov, Rodríguez aveva dichiarato che la mossa è parte di un grande piano per espandere la “cooperazione tecnica” tra la PDVSA, l’azienda statale russa degli idrocarburi Rosneft e l’impresa a capitale misto Gazprom, la compagnia più importante del paese. “Ora è il momento giusto per farlo. Stiamo rafforzando la nostra relazione”, ha affermato la vice del presidente Maduro, che ha detto che l’Unione Europea e gli Stati Uniti non hanno offerto al Venezuela le garanzie necessarie rispetto al suo patrimonio, in riferimento alla decisione britannica di bloccare le riserve auree venezuelane presenti nel paese.

“Riteniamo che il modo migliore per aiutare i venezuelani sia quello di ampliare la cooperazione pratica, pragmatica e reciprocamente vantaggiosa, pertanto, abbiamo pianificato misure volte a rafforzare i rapporti commerciali, gli investimenti, le relazioni industriali e finanziare in conformità con gli accordi raggiunti dai presidenti Putin e Maduro a Mosca lo scorso anno”, ha commentato il capo della diplomazia di Mosca.

Gli Stati Uniti hanno imposto contro il governo venezuelano sanzioni per oltre un decennio e nel 2019 hanno imposto una serie di restrizioni al settore petrolifero del paese caraibico, minando così un’importante fonte di reddito per le sue casse pubbliche.

Alla fine di gennaio, il governo degli Stati Uniti ha emesso sanzioni contro PDVSA, incluso il congelamento di beni per un valore complessivo di 7 miliardi di dollari e il blocco di tutti i pagamenti emessi da società statunitensi quando acquistano petrolio venezuelano.

Il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton, ha rilevato che il Venezuela perderà circa 11 miliardi di dollari l’anno di entrate derivanti dalle esportazioni di petrolio a causa di queste restrizioni.

Ad aprile, inoltre, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a 35 navi legate al settore petrolifero venezuelano.

Washington ha adottato queste sanzioni contro Caracas dopo aver ignorato il nuovo mandato di Maduro per il periodo 2019-2025 e aver riconosciuto al suo posto Juan Guaidó, autoproclamatosi presidente ad interim della nazione caraibica.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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