NATO, Stati Uniti: no all’addestramento dei piloti della Turchia

Pubblicato il 7 giugno 2019 alle 10:33 in NATO Turchia USA e Canada

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Gli Stati Uniti non consentiranno più l’addestramento dei piloti turchi all’interno del proprio territorio, vista la decisione di Erdogan di non rinunciare all’accordo con la Russia per l’acquisto del sistema di difesa missilistica S-400, nonostante le pressioni degli Stati Uniti e della NATO.

I piloti turchi avrebbero dovuto recarsi negli Stati Uniti per addestrarsi sugli F-35, gli aerei caccia prodotti dall’americana Lockheed Martin, che la Turchia aveva deciso di acquistare insieme ai missili S-400, di bandiera russa. Secondo quanto riportato da Reuters, Ankara aveva dichiarato di voler acquistare circa 100 velivoli, per un valore economico di circa 9 miliardi di dollari.

La decisione di disporre di entrambi i sistemi non era stata ben vista dagli americani, i quali ritengono l’acquisto dei missili russi una minaccia per i caccia della Lockheed, in quanto gli S-400 sarebbero incompatibili con gli standard della NATO. “La Turchia non può avere entrambi”, aveva dichiarato Washington, che non aveva però fino ad ora rilasciato dichiarazioni in merito all’interruzione dell’addestramento dei piloti turchi sul suolo statunitense.

Secondo quanto riportato da due ufficiali americani a Reuters, la decisione degli Stati Uniti riguarderebbe i militari turchi che ancora devono raggiungere gli USA. Tale decisione, affermano, sarebbe in ogni caso reversibile, a condizione che la Turchia decida di cambiare i propri piani. Ancora nessun comunicato formale è stato pubblicato a riguardo dal Pentagono.

Stando alle ultime dichiarazioni del Dipartimento della Difesa statunitense, erano in corso alcune trattative con Ankara per cercare di sostituire gli S-400 con il sistema balistico di produzione dell’americana Raytheon. Tuttavia, secondo quanto dichiarato da Erdogan, martedì 4 giugno, l’offerta degli Stati Uniti “non era ancora ai livelli degli S-400” russi. Per tale ragione, il presidente turco aveva comunicato, il giorno successivo, di aver “raggiunto un accordo con la Russia” e di non voler fare “alcuna marcia indietro”.

Ad oggi, gli Stati Uniti stanno procedendo con l’addestramento di 4 piloti turchi nella base dell’aviazione militare di Luke, in Arizona. Nella base militare, si troverebbero ulteriori 2 piloti di Ankara, con la carica di istruttori, e circa 20 sottoufficiali turchi addetti all’addestramento in materia di manutenzione dei veivoli. 

Parallelamente, il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, aveva dichiarato, mercoledì 22 maggio, che alcuni ufficiali turchi si trovavano in Russia per essere addestrati in merito all’uso degli S-400.

Il graduale avvicinamento della Turchia alla Russia preoccupa gli Stati Uniti, i quali non vogliono che Ankara, uno dei loro alleati chiave in Medio Oriente, membro della NATO dal 1952, sbilanci gli equilibri geopolitici a favore di Mosca. I funzionari USA e NATO hanno ripetutamente dichiarato che le armi russe non possano essere integrate nel sistema di difesa della NATO.

Gli S-400 sono un sistema di difesa missilistica all’avanguardia, secondo quanto affermato dalla Russia, in grado di intercettare aerei, missili da crociera, missili a medio-raggio, droni e altri sistemi di sorveglianza aerea, anche se le sue capacità complete devono ancora essere testate in combattimento. Gli S-400, con un’autonomia di circa 250 miglia, possono intercettare più obiettivi simultaneamente, con e senza equipaggio, e sono dotati di un sistema anti-accesso o di rifiuto di area che crea una no-fly zone ovunque sia installato il sistema. Per tale ragione, la Russia ha schierato l’S-400 nella sua base in Siria dopo che un F-16 dell’aviazione militare turca ha abbattuto un Su-24 russo operante nel Paese mediorientale, il 24 novembre 2015. Oltre alla Turchia, anche Cina e India hanno dichiarato di essere interessati al sistema balistico di produzione russa.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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