Macri e Bolsonaro: chiudere accordo Mercosur-UE

Pubblicato il 7 giugno 2019 alle 12:36 in Argentina Brasile

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Argentina e Brasile ritengono che in poche settimane si possa finalmente raggiungere un accordo commerciale tra il Mercosur e l’Unione europea, dopo decenni di negoziati e fallimenti. “Abbiamo bisogno di integrare i nostri mercati e inserirci nello sviluppo globale”, ha dichiarato Mauricio Macri con Jair Bolsonaro, durante la prima visita ufficiale del presidente brasiliano a Buenos Aires. Macri ha assicurato che gli argentini erano “felici di riceverlo”, nonostante le manifestazioni convocate dai sindacati per protestare contro la presenza di Bolsonaro.

Macri e Bolsonaro hanno manifestato comunità d’intenti in questioni come la cooperazione commerciale ed energetica, la lotta contro il traffico di droga e la corruzione e la crisi in Venezuela. La connessione personale e ideologica sembrava evidente. Forse troppo per un Macri che cerca di proiettare un’immagine di liberalismo moderato. Bolsonaro, sempre più leader della destra radicale latinoamericana, lo ha definito “fratello” e gli ha augurato successo alle elezioni generali di ottobre: “Il popolo argentino deve votare in modo responsabile e senza lasciarsi trasportare dall’emozione – ha detto il presidente brasiliano – non vogliamo un nuovo Venezuela”. Era un modo per assimilare i grandi rivali di Mauricio Macri, i peronisti Alberto Fernández e Cristina Fernández de Kirchner con il regime bolivariano di Caracas, di cui Kirchner è una storica alleata.

Jair Bolsonaro ha inflitto una piccola ferita all’orgoglio argentino quando, dopo aver assunto la presidenza lo scorso 1 gennaio, ha scelto il Cile come destinazione della sua prima visita ufficiale, infrangendo la tradizione dei precedenti presidenti venuti a Buenos Aires all’inizio del mandato. È stato Macri a doversi recare a Brasilia il 15 gennaio per incontrare il leader brasiliano. I rapporti erano piuttosto tiepidi in quel momento, perché Bolsonaro aveva proclamato durante la sua campagna elettorale che né l’Argentina né il Mercosur erano tra le sue priorità.

Tuttavia, Bolsonaro è ora più interessato di alcuni mesi fa nella riforma del Mercosur e alla firma di un accordo con la UE. Sia l’Argentina che il Brasile sono in recessione e i loro governi applicano politiche di aggiustamento fiscale. Entrambi hanno bisogno di ossigeno. Alla Commissione europea e alla Casa Rosada si ritiene che l’accordo con il blocco europeo possa essere finalmente raggiunto prima di agosto, aprendo i mercati dei due grandi paesi sudamericani alla UE ed eliminando i dazi europei ai prodotti argentini e brasiliani, che aprirebbe grandi possibilità per i due paesi, storicamente esportatori. Rimangono, tuttavia, ancora alcune difficoltà. Il presidente francese, Emmanuel Macron, teme una valanga di prodotti agricoli brasiliani e soprattutto argentini, soggetti a normative sanitarie diverse da quelle europee e meno costosi. Gli industriali di Brasile e Argentina temono, al cotempo, che una riduzione della tariffa esterna del Mercosur (attualmente 35%) dovrà affrontare la concorrenza di prodotti europei con marchi di fama e di alta qualità.

Né l’approvazione parlamentare di un accordo UE-Mercosur appare semplice, almeno in Argentina. Il peronismo, sia moderato che kirchnerista, ha la maggioranza relativa nelle camere argentine e tende sempre al protezionismo, a maggior ragione in vista del voto di ottobre. Prospettive per un ipotetico accordo tra UE e il Mercosur diventeranno più chiare il 14 luglio prossimo, quando il Brasile e l’Argentina, le due potenze del blocco si incontreranno a Santa Fe con i due membri più piccoli, Uruguay e Paraguay, per cercare di adottare una posizione comune.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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