D-day: Putin il grande assente

Pubblicato il 7 giugno 2019 alle 6:20 in Francia Russia UK

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Il presidente russo è il grande assente delle commemorazioni dello sbarco in Normandia del 6 giugno 1944, che si sono tenuti il 5 e il 6 giugno scorsi in Inghilterra e Francia.

I leader di una dozzina di paesi si sono riuniti mercoledì 5 giugno a Portsmouth, nel sud dell’Inghilterra, per dare il via alle commemorazioni del 75esimo anniversario del D-Day, lo sbarco in Normandia del 6 giugno 1944. Davanti ai fotografi hanno posato i capi di Stato che rappresentano le potenze alleate della Seconda guerra mondiale: Theresa May ed Elisabetta II per il Regno Unito, Donald Trump per gli Stati Uniti, Emmanuel Macron per la Francia, ma nessuno a rappresentare la disciolta Unione Sovietica. Il presidente russo Vladimir Putin non è stato invitato. Né in Inghilterra né in Francia, dove le cerimonie commemorative sono continuate giovedì 6 giugno.

Come spiegare una tale assenza, mentre l’Unione Sovietica ha giocato un ruolo importante nella vittoria degli alleati? Questo non invito incuriosisce in particolar modo perché Vladimir Putin era presente in Francia, per il 70esimo anniversario del D-Day, nel 2014. Proprio da quella visita nacque il “formato Normandia”, il dialogo a quattro tra Russia, Ucraina, Francia e Germania per risolvere la crisi in Ucraina orientale.

È una scelta che è stata fatta. Ci sono state molte occasioni e grandi e belle cerimonie, come l’11 novembre” – ha spiegato pochi giorni prima dell’evento una nota dell’Eliseo. La motivazione ufficiale è che la cerimonia di chiusura internazionale, il 6 giugno 2019, sarà presieduta dal Primo Ministro Philippe Philippe, e non dal Presidente Emmanuel Macron, omologo di Putin.  Infine, si sostiene che questo anniversario è “multiplo di cinque” e il  presidente russo sarebbe quindi invitato solo per i compleanni in decine. Una giustificazione che lascia perplessa la stampa francese.

“È incomprensibile”, afferma Jean de Gliniasty, ex ambasciatore francese in Russia (2009 – 2013) e specialista in questioni russe presso l’Istituto di relazioni internazionali e strategiche, intervistato dal quotidiano parigino Le Figaro. Il diplomatico osserva tuttavia che, allo stesso tempo, Vladimir Putin riceve proprio nelle stesse date il presidente cinese Xi JinPing, in visita ufficiale in Russia dal 5 al 7 giugno. Soprattutto, Xi JinPing è l’ospite d’onore del Forum economico di San Pietroburgo, che si svolge dal 6 all’8 giugno in piena guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti.

Numerosi analisti politici, tuttavia, insistono sul fatto che la dichiarazione del D-day firmata il 5 giugno in Gran Bretagna su iniziativa della dimissionaria Theresa May in cui le potenze occidentali si impegnano a difendere la libertà e la democrazia ora come nel 1944, sia essenzialmente rivolta contro la “minaccia russa”.

Il Ministero degli Esteri di Mosca ha reso noto che la Russia sarebbe stata rappresentata alla cerimonia da un diplomatico dell’ambasciata a Parigi, tuttavia Lavrov ha sottolineato che l’Occidente commette un grave errore storico nello sminuire il ruolo sovietico nella Seconda guerra mondiale. Il diretto interessato, tuttavia, ha preferito rispondere con ironia ai giornalisti che lo intervistavano a margine del Forum economico internazionale di San Pietroburgo: “Perché dovrei essere sempre invitato ovunque? Sono una celebrità da feste di nozze? Non vedo dove sia il problema” – ha detto Putin.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e dal francese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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