Argentina: la legge sui ghiacciai è costituzionale, duro colpo all’industria mineraria

Pubblicato il 7 giugno 2019 alle 6:30 in America Latina Argentina

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La legge sulla protezione dei ghiacciai promulgata dal governo dell’Argentina nel 2011 è costituzionale. La Corte suprema argentina ha emesso martedì 4 giugno una sentenza unanime contro le compagnie minerarie Barrick Gold e Minera Argentina Gold e contro la provincia di San Juan. Le compagnie erano riuscite a fermare fino ad ora nei tribunali l’applicazione della legge che proibisce l’esplorazione e lo sfruttamento minerario in ambienti glaciali. Gli ecologisti hanno celebrato la sentenza e chiesto la chiusura di concessioni controverse come Veladero, una delle più importanti miniere d’oro del mondo.

I ricorrenti avevano chiesto l’incostituzionalità della legge, mettendo in discussione la competenza dello Stato argentino sulle risorse naturali, dato che la Costituzione stabilisce che sono patrimonio di ogni provincia. “La protezione dei ghiacciai in uno stato federale come quello argentino comporta un compito politico denso e complesso per essere soddisfatte congiuntamente dal governo nazionale e dalle province per coordinare efficacemente i loro interessi diversi” – hanno scrittoi giudici Ricardo Lorenzetti, Horacio Rosatti e Juan Carlos Maqueda nella sentenza emessa dal Centro di informazione giudiziaria . “Non c’è incostituzionalità derivata dalla procedura della legge in discussione” – hanno sottolineato i membri della Corte suprema.

I magistrati sostengono che “la protezione degli ecosistemi e della biodiversità deve essere considerata sistematicamente” quando vi sono diritti di incidenza collettiva relativi alla protezione dell’ambiente che comportano, nel caso dei ghiacciai, “la possibilità di compromettere l’accesso da grandi gruppi di popolazione alla risorsa idrica strategica”.

Anche gli altri due magistrati della Corte, Carlos Rosenkratz ed Elena Highton de Nolasco, hanno respinto il ricorso, anche se hanno spiegato la loro decisione con la mancanza di prove in merito ai danni presunti subiti dalle due imprese minerarie e dalla provincia di San Juan.

L’Argentina è il secondo paese dell’America Latina con più riserve idriche allo stato solido, seconda solo al Cile, ed è tra i 15 paesi con il maggior numero di ghiacciai al mondo. Secondo un censimento delle risorse idriche completato un anno fa, ci sono quasi 17.000 ghiacciai nel paese , distribuiti lungo la Cordigliera delle Ande e le Isole del Sud Atlantico. Gli ecologisti ritengono che la decisione della Corte suprema rappresenti una pietra miliare per la salvaguardia e la conservazione dei ghiacciai e ritengono che questa possa frenare ben 44 progetti minerari in fase di valutazione nelle vicinanze dei ghiacciai. 

“Celebriamo la sentenza, non c’è più alcun dubbio sul fatto che i ghiacciai debbano essere protetti” – ha dichiarato Gonzalo Strano, portavoce di Greenpeace Argentina. “La richiesta della Barrick Gold per l’incostituzionalità della legislazione nazionale è fallita, è stato un gioco perverso, per fortuna hanno perso. Ora, è sempre più opportuno rendere efficaci le forze dell’ordine e vicino Veladero. Non possiamo permettere più operazioni minerarie sui ghiacciai argentini” – ha aggiunto.

“La decisione era tra la difesa delle ‘fabbriche di acqua’, come i ghiacciai, che sono nelle sorgenti dei fiumi che alimentano il paese, o prevalenti interessi corporativi che cercano di distruggerli per ottenere una tonnellata di oro che finirà in una cassetta di sicurezza in qualche banca svizzera” – ha affermato l’avvocato ambientalista Enrique Viale su Twitter. Per Viale, il governo non ha più scuse per rinviare l’applicazione della legge.

Né Barrick Gold né Minera Gold Argentina hanno commentato la sentenza, ma lo ha fatto la Camera mineraria argentina, che riunisce le imprese minerarie del paese, tramite una dichiarazione in cui si difende l’impegno dell’industria mineraria a lavorare “in modo ecologico.”

La miniera d’oro di Veladero, che opera all’aperto a oltre 4.000 metri sul livello del mare sulla catena montuosa delle Ande, ha registrato nel 2015 il più grande disastro minerario nella storia dell’Argentina: lo sversamento di un milione di litri di acqua con cianuro nel fiume Potrerillos. Le autorità giudiziarie non hanno ordinato la chiusura definitiva della miniera e gli incidenti sono continuati negli anni successivi, con almeno due nuovi sversamenti, altamente dannosi per l’uomo e per l’ambiente. Con la sentenza in mano, gli ambientalisti ora rinnovano la richiesta di chiusura della miniera.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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