Acquisto di armamenti dalla Francia: il Qatar passa in pole position

Pubblicato il 7 giugno 2019 alle 10:10 in Medio Oriente Qatar

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Cifre ufficiali sulle vendite di armamenti francesi mostrano che l’Arabia Saudita non è più il primo acquirente di Parigi, bensì il piccolo Paese mediorientale del Qatar.

La notizia, riportata da al-arabiya, si basa su dichiarazioni pubblicate in riviste come La Tribune, considerato tra i giornali economici francesi più autorevoli. Sembra che le esportazioni di armi francesi verso il resto del mondo siano aumentate del 30% nel 2018, rispetto all’anno precedente, per un valore di 9,1 miliardi di euro. I tre maggiori esportatori sarebbero il Qatar, l’Arabia Saudita e il Belgio, dove sono stati inviati rispettivamente aerei da combattimento Rafale ed elicotteri NH90, pattugliatori e veicoli blindati.

Il Vicino e Medio Oriente, destinatari di circa il 50% delle commissioni, si confermano i maggiori importatori di armi francesi. Secondo il ministro della Difesa francese, Florence Barley, tali cifre rappresenterebbero uno dei migliori risultati degli ultimi 20 anni.

Circa l’Arabia Saudita, le maggiori esportazioni hanno riguardato il settore navale. Secondo le cifre relative al 2018, Riad occupa la terza posizione, con ordini dall’ammontare complessivo di circa 1 miliardo di euro. Il Qatar, nonostante le sue ridotte dimensioni territoriali, ha superato il regno saudita grazie a due accordi dal valore di 2.4 miliardi di euro. Il primo per l’acquisto di 28 elicotteri bimotore NH90 ed il secondo per 12 aerei da combattimento supplementari Rafale.

Negli ultimi anni, le esportazioni di armi verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti sono stati oggetto di controversie, considerato il coinvolgimento di questi Paesi nel conflitto in Yemen. Tuttavia, Parigi ha ribadito che gli accordi sono soggetti a rigide misure di supervisione interministeriali, al fine di scongiurare l’utilizzo delle armi vendute contro i civili yemeniti. A tal proposito, è stata evidenziata l’importanza del partenariato con tali Paesi mediorientali. Salvaguardare le relazioni economiche significa, per la Francia, salvaguardare il proprio ruolo in un’area strategica per la sicurezza e le forniture energetiche.

Secondo quanto dichiarato in un report pubblicato da Lobe Log, non è possibile calcolare l’ammontare della spesa militare del Qatar dopo il 2010. In tale anno, il Paese è stato maggiormente coinvolto nei conflitti in Libia e Siria ed ha cominciato a cambiare la propria politica estera in ambito militare. Tale fattore, ha portato ad un aumento, negli ultimi 5 anni, sia nel numero sia nella portata di accordi per l’acquisto di armi da esportatori stranieri, in primis USA e Germania. Nel periodo 2014-2018 il valore complessivo dei contratti firmati ammonterebbe a 50 miliardi di dollari, rispetto a 1,5 miliardi della decade 2001-2010.

Nell’ambito della difesa, il Qatar gode di ottime relazioni anche con la NATO, con cui ha realizzato un importante partenariato. I rapporti tra le due parti risalgono all’Iniziativa di Istanbul per la cooperazione, a cui Doha ha preso parte il 16 febbraio 2005, con l’obiettivo di intensificare la collaborazione in materia di sicurezza, stabilità, difesa, sicurezza energetica, così come per altri ambiti e questioni.

Il ministro della Difesa qatarino, Khalid bin Mohammad Al-Attiyah, il 5 giugno 2018, in un incontro con i suoi omologhi dei Paesi membri dell’Alleanza Atlantica, a Bruxelles, aveva dichiarato: “La NATO apprezza gli sforzi profusi dal Qatar nella lotta contro l’ISIS ed il suo finanziamento. Il Paese è stato elogiato anche per il ruolo positivo svolto nella salvaguardia della sicurezza e della stabilità della regione. Per tale motivo, Doha è considerata un partner serio ed affidabile”. Il 4 giugno dello stesso anno, il ministro aveva altresì evidenziato l’ambizione del Qatar ad entrare nell’alleanza di difesa militare occidentale, considerata l’importanza del Paese in termini di qualità degli armamenti.

Tale dichiarazione era giunta ad un anno esatto dallo scoppio della “crisi del Golfo”, iniziata il 5 giugno 2017. A partire da tale data, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto hanno imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Da parte sua, il Qatar, ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, l’espulsione dei cittadini qatarini dai Paesi fautori dell’embargo e la chiusura dell’emittente televisiva qatarina al-Jazeera.

Negli ultimi tempi, Kuwait, Oman e Stati Uniti hanno provato a favorire uno scioglimento della crisi. Tuttavia, sebbene i tentativi di mediazione, fino ad ora, non abbiano portato a risultati concreti, sembra che anche dal GCC arrivino segnali di un minimo avvicinamento tra Riad e Doha.

 

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Consultazione delle fonti arabe e redazione a cura di Piera Laurenza

 

 

di Redazione

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