Immigrazione: la tratta Libia-Malta vive uno dei suoi giorni più difficili

Pubblicato il 6 giugno 2019 alle 13:35 in Immigrazione Libia

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Tre navi provenienti dalla Libia cariche di migranti sono state intercettate dalla Guardia Costiera maltese, mentre nella stessa giornata l’omologa forza di sicurezza libica salvava le vite di 82 migranti a bordo di un gommone in difficoltà.

È questo il resoconto della giornata del 5 giugno nella tratta Tripoli – Valletta, in “uno dei giorni più difficili degli ultimi tempi” per le autorità maltesi, secondo quanto affermato dal Times of Malta.

Tre le operazioni di salvataggio comunicate dal quotidiano e riportate da ANSAmed. La prima è stata dedicata ad un gommone che stava affondando con a bordo 63 migranti. Una seconda operazione ha poi salvato ulteriori 208 persone. La terza operazione di salvataggio è infine stata rivolta alle 99 persone che viaggiavano su un ulteriore gommone in difficoltà. Non è stato comunicato dalle autorità se tra le operazioni indicate rientrasse anche il salvataggio dell’imbarcazione proveniente dalla Libia che nella stessa giornata aveva lanciato un SOS, ripreso dall’ONG Alarm Phone su Twitter. Nel post, l’organizzazione comunicava: “Imbarcazione in difficoltà: questa mattina siamo stati contattati da una barca di legno con a bordo 50 persone in pericolo nei pressi della Libia.  Il mezzo sta imbarcando acqua, due persone sono prive di sensi. Le autorità sono state allertate, ancora nessuna operazione è stata avviata. Non lasciateli affogare”.

Secondo quanto riportato da Reuters, tuttavia, nel corso della sola giornata di mercoledì, le autorità maltesi sono state coinvolte in 4 diverse operazioni di salvataggio, portando in salvo circa 400 migranti dislocati in 4 zone differenti.  Alle tre operazioni inizialmente identificate, potrebbe dunque aggiungersi, secondo il quotidiano, quella dedicata all’imbarcazione che aveva lanciato l’SOS.

I migranti sono stati successivamente portati tutti a riva nell’isola del Mediterraneo, in quella che verrà ricordata come “una delle maggiori ondate degli ultimi mesi”, secondo quanto affermato da fonti governative maltesi.

Fonti ufficiali dell’esercito hanno in seguito affermato di aver avvistato ulteriori imbarcazioni nel Mediterraneo centrale, ma le operazioni di salvataggio di queste ultime non erano ancora state lanciate in via ufficiale. Parallelamente, nello stesso giorno, alcune ONG hanno rivelato di aver avvistato numerose imbarcazioni che stavano cercando di raggiungere l’Europa utilizzando la medesima tratta. Tra queste, Sea Watch, che ha riferito che un gommone con a bordo circa 80 persone stava perdendo aria a 50 miglia dalla costa di Garabulli, in Libia. Le autorità libiche sono intervenute, portando in salvo 82 migranti che “soffrivano a causa del freddo e della fame”, ha spiegato il portavoce della marina libica, Ayob Amr Ghasem. L’ammiraglio ha aggiunto che ai migranti erano stati consegnati “cibo e coperte, prima di arrivare a terra con grande sofferenza, vista la loro lunga attesa delle cure mediche necessarie da parte delle organizzazioni internazionali sul luogo”.

Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale (IOM), dal 1 gennaio al 29 maggio 2019 sono arrivati in Europa 21.301 migranti. Di questi, 10.200 sono giunti in Grecia, 7.876 in Spagna, 1.561 in Italia, 980 a Cipro e 684 a Malta. Il numero dei morti ammonta invece a 519. Paragonando i dati alle cifre riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 33,58%, mentre le morti del 21,6%.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Jasmine Ceremigna

di Redazione

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