Nuova serie di attacchi nel Sinai del Nord

Pubblicato il 5 giugno 2019 alle 11:33 in Africa Egitto

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Molteplici attacchi hanno colpito, mercoledì 5 giugno, il governatorato egiziano del Sinai del Nord, l’area della penisola situata nell’Egitto Nord-orientale e zona di congiunzione tra i continenti africano ed asiatico. Il bilancio riporta la morte di almeno 8 agenti di sicurezza egiziani e 5 uomini armati. Sino ad ora, nessun gruppo ha rivendicato l’attacco.

Nello specifico, gli attacchi hanno interessato alcuni siti di sicurezza e checkpoint della città di Arish. A riportare la notizia, la televisione di Stato egiziana, senza fornire dettagli sul numero dettagliato di vittime, che tuttavia potrebbe aumentare nelle prossime ore.

Secondo quanto riportato circa la prima offensiva, alcuni uomini armati hanno attaccato una postazione delle forze di polizia nella zona di al-Sabil, a Sud della città di Arish, uccidendo tutti quelli che erano sul posto e prendendo possesso delle armi e delle munizioni lasciate. Le forze di polizia si sono poi scontrate con gli assalitori per più di mezz’ora, e diversi aerei da guerra sarebbero stati visti sorvolare sulla città di Arish per inseguire gli assalitori. Successivamente, un’altra serie di esplosioni ha colpito il Sud della città. Alcuni testimoni hanno riferito che, in seguito, altri uomini armati hanno attaccato due postazioni militari nei pressi della prima offensiva.Forze supplementari si sono precipitate immediatamente sulla scena dell’agguato, inseguendo i terroristi nelle aree montuose circostanti, mentre gli aerei dell’aeronautica erano alla ricerca di altri attentatori, bombardando diversi presunti nascondigli.

In un altro attacco nel Sinai centrale, un reclutatore dell’esercito è stato ucciso e altri 2 soldati sono stati feriti dopo che uomini armati hanno fatto esplodere un ordigno in un veicolo posizionato vicino all’aeroporto militare di Miles. Le forze armate egiziane hanno annunciato che, già a metà maggio scorso, circa 47 uomini armati e 5 soldati, tra cui un ufficiale, sono stati uccisi in altri scontri nel Sinai del Nord. Le stesse fonti hanno riferito della distruzione di due tunnel sul confine orientale del Sinai, oltre a 29 nascondigli utilizzati da membri “terroristi”. Sono poi stati scoperti e detonati 385 ordigni esplosivi piantati per colpire le forze di sicurezza nelle proprie aree operative.

Lo scontro del 5 giugno si aggiunge alla serie di attacchi sferrati dall’organizzazione Wilayat Sinai tra il 20 ed il 21 maggio contro l’esercito e le forze di sicurezza egiziane, causando più di 6 morti e 20 feriti in sole 48 ore. Tale gruppo è considerato la branca egiziana dell’ISIS, precedentemente nota con il nome di Ansar Bayt al-Maqdis, ovvero “paladini di Gerusalemme”, ed è stato il responsabile dei principali attentati nella penisola e nel resto del Paese degli ultimi anni.

Il Sinai del Nord è teatro da anni di operazioni militari. L’esercito egiziano ha lanciato la campagna nel Sinai, chiamata Comprehensive Operation – Sinai, il 9 febbraio 2018, con l’obiettivo di intensificare i controlli nella regione e contrastare i ribelli islamisti e le altre attività criminali che compromettono la sicurezza e la stabilità del Paese. Tuttavia, sebbene l’esercito egiziano non sia riuscito a frenare l’ondata di attacchi che hanno colpito sia le forze militari sia la polizia egiziana, la sua presenza nella regione ha portato ad un maggiore controllo dell’area, con la conseguente riduzione del numero di attacchi. Le iniziative promosse dal governo egiziano hanno altresì permesso di distruggere grandi quantità di infrastrutture e materiale militare appartenenti ai terroristi.

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano ha descritto il 2018 un anno in cui l’Egitto è stato vittima di numerosi attacchi terroristici. I fautori sono principalmente affiliati dell’ISIS, tra cui ISIS-Sinai Province (ISIS-SP) e un gruppo distinto che si autodefiniva Stato Islamico (IS Egitto), oltre a gruppi come Harakat Sawa’d Misr (HASM) e Liwa al- Thawra. Il peggior attacco terroristico nella storia dell’Egitto ha avuto luogo il 24 novembre 2017 in una moschea Sufi nel Nord Sinai ed ha causato la morte di oltre 312 civili.

Lo stato di emergenza vige in Egitto sin dal 10 aprile 2017. Inizialmente, il presidente egiziano, Abdel Fattah el-Sisi, ha imposto tale misura nel Sinai del Nord il 25 ottobre 2014, alla luce degli attacchi terroristici nella regione che avevano causato la morte di 26 militari egiziani. Successivamente, il 10 aprile 2017, il presidente egiziano ha esteso tale condizione a tutto il Paese, dopo l’uccisione di 47 persone negli attentati contro due chiese copte durante le celebrazioni religiose della domenica delle Palme. Il 2 gennaio scorso, vista l’instabilità persistente, è stato nuovamente dichiarato lo stato di emergenza per 3 mesi.

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di Redazione

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