Erdogan: sugli S-400 russi nessun passo indietro

Pubblicato il 5 giugno 2019 alle 9:32 in Russia Turchia

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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la Turchia non farà alcuna marcia indietro sull’accordo con la Russia per l’acquisto del sistema di difesa missilistica S-400, nonostante le pressioni degli Stati Uniti e della NATO.

“Abbiamo raggiunto un accordo con la Russia. Siamo determinati. Non faremo nessuna marcia indietro su questo” – ha dichiarato Erdogan, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa ufficiale Anadolu.

Il presidente turco ha aggiunto che il paese è pronto ad acquistare il anche sistema di difesa aerea americana Patriot se gli Stati Uniti facessero la stessa offerta vantaggiosa che Ankara ha ricevuto dalla Federazione russa per gli S-400. “Tuttavia, nessuna proposta è stata ricevuta” – ha aggiunto Erdogan.

Il leader turco ha aggiunto che l’approccio vincente è quello di rispettare gli interessi del paese. “Se non è il caso, non siamo obbligati a comprare niente” – ha affermato.

Erdogan ha anche detto che la Turchia si è offerta di creare con gli Stati Uniti gruppi di lavoro per studiare insieme la questione, senza dire quale sia stata la risposta di Washington. La scorsa settimana un alto funzionario del Pentagono ha detto che le conseguenze sarebbero “devastanti” per la partecipazione della Turchia al programma congiunto sui caccia F-35 e la cooperazione del paese nella NATO se Ankara fosse andata avanti con i piani per acquistare il sistema di armi antiaeree russo.

La Turchia ha già dichiarato in diverse occasioni che non abbandonerà i piani di acquisto del sistema missilistico di contraerea russo S-400 e che la prima serie di sistemi di difesa aerea dovrebbe essere consegnato il prossimo luglio. Gli Stati Uniti sostengono che i sistemi S-400 sono incompatibili con gli standard della NATO, minacciano sanzioni per la loro possibile acquisizione e hanno ripetutamente affermato che possono ritardare o annullare il processo di vendita alla Turchia dei caccia F-35. La Turchia, che ha il secondo esercito della NATO dopo gli USA, è uno dei partecipanti al programma internazionale statunitense F-35. La Turchia ha anche ripetutamente dichiarato che il sistema S-400 non rappresenta una minaccia per il caccia F-35 americano.

Il mese scorso il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha detto che il paese si stava già “preparando” per le sanzioni statunitensi. 

Mosca ha venduto il sistema di contraerea russo S-400 alla Cina e all’India. Quando ad ottobre 2019, secondo le stime del ministro della Difesa Akar, la Turchia metterà in funzione i suoi S.400, tre degli eserciti più numerosi e armati del mondo, quattro se si conta la stessa Federazione russa, avranno dunque in uso il sistema S-400.

Un successo per l’industria bellica russa che ha messo in mostra il sistema antimissile per la prima volta in occasione delle manovre Vostok-2018 il 12 settembre dello scorso anno e lo ha schierato sul suo territorio poche settimane dopo. L’esercito russo ha schierato, infatti, il sistema S-400 per la prima volta in Crimea il 20 settembre scorso, appena due settimane prima di chiudere l’accordo con l’India e della manifestazione d’interesse cinese. Le consegne alla Cina sono avvenute il 30 aprile scorso. Se si considera che Washington minaccia sanzioni nei confronti dei paesi, alleati o no, che acquistano armi russe, il successo dell’S-400 è ancora più significativo.

L’S-400 è un upgrade dell’S-300, a sua volta versione migliorata dell’S-200 di epoca sovietica. Già l’S-300, schierato da Mosca in Siria, suscita la preoccupazione di Israele, che infatti ha cercato di evitare che la Russia dotasse Damasco del sistema di contraerea.

“L’S-400 è uno dei sistemi di difesa aerea più avanzati disponibili, al pari del meglio che l’Occidente ha da offrire” – spiegava Siemon Wezeman, ricercatore senior presso il programma di trasferimento armi e spesa militare dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI). “I radar e  gli altri sensori, così come i suoi missili, coprono un’area estesa: il radar ha una portata di almeno 600 km per la sorveglianza e i suoi missili hanno un’autonomia fino a 400 km è preciso e riesce a tracciare un numero molto elevato di potenziali bersagli, compresi obiettivi invisibili”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e dall’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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