Personale russo in Venezuela: è guerra di cifre

Pubblicato il 4 giugno 2019 alle 6:10 in Russia Venezuela

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I dati del quotidiano statunitense The Wall Street Journal (WSJ) sulla presenza di dipendenti della società statale russa Rostech (Russian Technologies) sono esagerati, secondo quanto ha riferito all’agenzia di stampa Sputnik una fonte dell’ufficio stampa della compagnia russa che si occupa di produzione ed export di alta tecnologia civile e militare. 

Il 2 giugno scorso, il quotidiano americano aveva riportato una notizia, citando una fonte anonima vicina al Ministero della Difesa di Mosca, secondo cui la Rostech ha ridotto il personale in Venezuela da oltre 1.000 persone a poche decine. Secondo il WSJ, il ritiro dei dipendenti della Rostech, responsabile della formazione dell’esercito venezuelano all’uso di armi russe di ultima generazione, si è intensificato negli ultimi mesi.

“Le cifre pubblicate nell’articolo del Wall Street Journal sulla presenza di dipendenti Rostech in Venezuela sono esagerate decine di volte” – ha detto la fonte dell’azienda alla versione latinoamericana del network vicino al Cremlino. La fonte ha anche aggiunto che il numero di specialisti Rostech in Venezuela “è invariato ormai da molti anni”.

La compagnia ha indicato che nel paese sudamericano viaggiano “periodicamente” specialisti tecnici per i lavori di manutenzione delle attrezzature fornite in precedenza. Mosca, infatti, insiste nel sostenere che la fornitura di armi e consulenza tecnica al Venezuela rientra in un accordo siglato nel 2002 dall’allora presidente Hugo Chávez.

“Ad esempio, pochi giorni fa i nostri hanno terminato i lavori di manutenzione di un lotto di aeromobili” – ha spiegato il portavoce della Rostech.

Il capo dell’ufficio stampa del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha rifiutato di commentare l’articolo del WSJ, sottolineando che “si tratta di una domanda per le aziende che eseguono il mantenimento dell’attrezzatura speciale precedentemente fornita al Venezuela. “Non è una domanda per il Cremlino e inoltre, come è risaputo, le informazioni sono già state negate dalla parte russa” – ha detto Peskov parlando alla stampa lunedì 3 giugno.

Anche l’ambasciatore russo in Venezuela, Vladimir Zaemskij ha respinto quelle che definisce “le speculazioni del quotidiano statunitense”  sul presunto ritiro di esperti militari russi dal paese latinoamericano. Domenica 2 giugno, il Wall Street Journal ha specificato di aver citato fonti russe, che hanno preferito mantenere l’anonimato, sul fatto che la Russia avesse ritirato i suoi principali consiglieri dal Venezuela. “È una nuova notizia che non corrisponde alla realtà” – ha sottolineato l’ambasciatore Zaemskij.

In precedenza l’Ambasciata russa aveva riferito che esperti militari russi erano in Venezuela per addestrare il personale tecnico del paese ed effettuare lavori di manutenzione sull’equipaggiamento di difesa fornito in base agli accordi firmati nel 2002. Alla fine di marzo, un gruppo di tecnici russi era arrivato in Venezuela in ottemperanza degli accordi sulla cooperazione tecnica militare, rilanciando le voci di un diretto sostegno militare russo, con il Venezuela in piena crisi istituzionale, politica, economica e sociale, al governo di Nicolás Maduro. 

Secondo il Wall Street Journal, Mosca avrebbe deciso di ridurre il personale in Venezuela in quanto non sarebbe più sicura della tenuta del presidente Maduro, per cui il ritiro dei russi rappresenta “un duro colpo”. Tutte “illazioni e fake news” secondo l’Ambasciata russa a Caracas.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo, dall’inglese e dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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