Marocco: 3 sospettati arrestati, stavano pianificando attentato terroristico

Pubblicato il 4 giugno 2019 alle 10:19 in Africa Marocco

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Un’unità speciale antiterroristica marocchina ha arrestato 3 sospettati estremisti legati all’ISIS, secondo quanto riportato dall’ufficio di contrasto al terrorismo del Paese nordafricano, mentre “stavano pianificando alcuni attentati”.

È quanto avvenuto lunedì 3 giugno, nelle due cittadine di Errachidia e Tinghir, nel Sud-Est del Paese. Indagini primarie avevano fatto emergere come i tre militanti fossero “promotori dell’ideologia estremista islamica” e “lavorassero per il reclutamento di altri soggetti” al fine di pianificare, preparare e commettere attacchi terroristici.

Tali arresti seguono i fermi del 24 aprile, quando le autorità marocchine avevano arrestato 7 sospetti jihadisti, di età compresa tra i 22 ei 28 anni, accusati di avere legami con il gruppo dello Stato Islamico, “ritenuto colpevole della tentata pianificazione di attentati terroristici”.

Gli arresti confermano l’impegno da parte delle unità di intelligence e di polizia del Marocco nella lotta alla radicalizzazione e al crimine organizzato, come dimostrato dagli investimenti finalizzati alla creazione di reti di cooperazione e condivisione tra le forze dell’antiterrorismo del Paese, tra cui la principale agenzia di sicurezza anti-terrorismo del Paese, la Maroccan Central Bureau of Judicial Investigation  (BCIJ).

Altre tre condanne erano state emesse nel Paese solo 5 giorni prima degli arresti più recenti, il 30 maggio, quando tre cittadini marocchini avevano ammesso di essere i responsabili dell’uccisione di due escursionisti scandinavi, ritrovati lo scorso 17 dicembre vicino il villaggio di Imlil, nel nome dello Stato Islamico. Abdessamad Ejjoud, insieme a Youness Ouiziyad, ha ammesso di aver attaccato e decapitato le due donne scandinave, mentre queste trascorrevano la notte in una tenda presso l’Atlante. Il terzo estremista, Rachid Afatti, aveva ammesso di aver filmato l’uccisione. Il video era poi stato condiviso con altri simpatizzanti dello Stato Islamico, secondo quanto dichiarato da Ejjoud. I tre uomini, tuttavia, avevano dichiarato di aver tentato di affiliarsi all’ISIS, ma di aver fallito nel loro intento. “Dopo essere venuti meno alla nostra intenzione di unirci allo Stato islamico”, ha affermato Ejjoud, 33enne pregiudicato di Marrakech e padre di due figli, “abbiamo deciso di perpetuare il Jihad in casa”. Per tale ragione, le autorità di Rabat li avevano definiti “lupi solitari”, in quanto non vi era evidenza di coordinamento dell’attività con lo Stato Islamico.

Il Global Terrorism Index 2018 ha inserito il Marocco al 132esimo posto in una lista di 162 nazioni che indica il rischio di minaccia terroristica. Rispetto al 2017, quando si trovava al 123esimo posto, il Paese nordafricano ha guadagnato ben 9 posizioni. Dal 2015 all’aprile 2018, gli agenti del BCIJ hanno neutralizzato 815 terroristi e smantellato 53 cellule. Il primo giugno 2018, il re marocchino, Mohammed VI, ha inaugurato l’Institute for Specialized Training (IST), un sistema di sicurezza volto a rafforzare le attività di intelligence e antiterrorismo nel Paese che opererà sotto l’ombrello della Direzione Generale per la Sicurezza Nazionale (DGNS) e la Direzione Generale per la Sorveglianza Territoriale (DGST). L’istituto mira a dotare le reclute delle competenze necessarie a contrastare le crescenti minacce alla sicurezza e all’integrità territoriale del Paese e, con le sue strutture di formazione all’avanguardia, è destinato a concentrarsi su servizi di intelligence, indagini penali, decodifica e intercettazione della comunicazione.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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