Yemen: attacco ad un campo di addestramento Houthi

Pubblicato il 3 giugno 2019 alle 9:39 in Medio Oriente Yemen

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Aerei della coalizione araba, domenica 2 giugno, hanno colpito un campo di addestramento militare controllato dalle milizie Houthi, situato nel governatorato di Ibb, nel centro del Paese.

Secondo fonti locali, il campo colpito è quello di Hamza, nel distretto di As Sabrah, a Sud- Est della città di Ibb.

Nello stesso giorno, alcuni leader civili delle milizie Houthi hanno perso la vita a Al-Dali, nel Sud- Est del Paese, in seguito ad altri attacchi con raid aerei. Questi ultimi hanno colpito gruppi e postazioni militari dei ribelli sciiti Houthi nelle aree di Salim e Shakhb, a Sud-Ovest del governatorato di Al-Dali.

Poche ore prima, la coalizione aveva altresì lanciato 3 raid sul campo militare di Jarban, a Sud della capitale Sana’a.

L’operazione militare contro le postazioni dei ribelli Houthi ad al-Dali è stata annunciata dalla coalizione araba il 29 maggio. Da allora, le forze dell’esercito e della resistenza sono impegnate in aspre battaglie contro i ribelli sciiti. Nello specifico, le forze della coalizione sono avanzate verso l’area strategica della città di Al-Fakher, ad ovest del governatorato di Qa’atabah.

Gli scontri degli ultimi giorni hanno consentito all’esercito della coalizione di prendere il controllo di numerose postazioni strategiche, prima in mano agli Houthi. A loro volta, questi ultimi sono fuggiti verso gli altopiani circostanti o in altre zone fortificate, lasciando dietro di sé decine di morti appartenenti ai propri gruppi.

Lo Yemen rappresenta un teatro di guerra, testimone di scontri e rivalità tra fazioni diverse. La guerra civile è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti Houthi, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba ha dichiarato che l’operazione lanciata il 29 maggio ha come obiettivo quello di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi. Secondo fonti saudite, la missione sarebbe in linea con il diritto internazionale e umanitario e alcuni ufficiali militari hanno assicurato che prenderanno tutte le misure necessarie a proteggere i civili.

Da parte Houthi, il 22 maggio è stato attaccato l’aeroporto saudita di Najran, nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita, nei pressi del confine con lo Yemen. Il 14 maggio, il gruppo ha lanciato una serie di bombardamenti con droni contro un oleodotto in Arabia Saudita. Nel rivendicare l’attacco, i ribelli sciiti lo hanno definito una risposta agli attacchi da parte saudita contro infrastrutture civili yemenite.

Nel Paese permane una gravissima situazione umanitaria. Secondo le stime dell’Onu, dal 2015, più di 13.000 persone sono morte a causa del conflitto.

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di Redazione

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