Siria: nuovo attacco missilistico da parte di Israele a Homs

Pubblicato il 3 giugno 2019 alle 15:02 in Israele Siria

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Il regime siriano, all’alba di lunedì 3 giugno, ha annunciato di essere stato colpito da un attacco missilistico, rivendicato da Israele, che ha interessato l’aeroporto militare della provincia di Homs, nell’Ovest della Siria. 

Un primo bilancio riporta un morto e 2 feriti, tutti membri dell’esercito, e danni ad un deposito di munizioni ed altri edifici circostanti. A tal proposito, l’Osservatorio Siriano per i diritti Umani ha specificato che nell’aeroporto colpito si trovavano depositi e basi militari delle Guardie della Rivoluzione iraniane.

Il bilancio dell’Osservatorio porta, invece, il numero delle vittime almeno a 5 e conferma la morte di un membro dell’esercito del regime. Tuttavia, a detta di tale fonte, la cifra potrebbe aumentare, viste le gravi condizioni dei feriti.

L’agenzia di stampa del regime siriano, Sana, ha poi riportato la dichiarazione di una fonte militare, secondo cui la Difesa Aerea, nel contrastare tali attacchi, avrebbe distrutto due dei missili che hanno colpito l’aeroporto.

Come dichiarato anche dal regime, si tratta del secondo attacco in sole 24 ore. Il primo è avvenuto domenica 2 giugno, in cui razzi delle forze aeree israeliane hanno colpito diverse aree sulle Alture del Golan, nella provincia meridionale di Quneitra. L’attacco ha causato 10 morti, di cui 3 soldati delle forze del regime siriano e 7 combattenti non siriani ma fedeli alle forze del regime.

L’esercito israeliano, che raramente conferma gli attacchi aerei in Siria, ha dichiarato che l’offensiva su Homs giunge in risposta al lancio, avvenuto il 1 giugno, di due missili provenienti dal territorio siriano e diretti al monte Hermon, nelle alture del Golan occupate da Israele, al confine con Siria e Libano.

Uno degli altri attacchi dell’ultimo mese risale a venerdì 17 maggio, quando la contraerea siriana ha intercettato alcuni missili israeliani lanciati contro la zona occidentale della capitale Damasco dai territori occupati delle Alture del Golan. Prima ancora, nella giornata di sabato 13 aprile, alcuni aerei israeliani, entrando nello spazio aereo libanese, avevano lanciato un raid contro una posizione militare siriana vicino alla città di Masyaf e alla provincia di Hama, ferendo 6 soldati siriani e distruggendo numerosi edifici, prima che i loro razzi fossero intercettati e, in parte, abbattuti dalla contraerea del Paese.

Come evidenziato anche da al-Arabiya, negli ultimi anni Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran e il gruppo paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei suoi confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa.

Nella cornice del conflitto in Siria, che ha avuto inizio il 15 marzo 2011, i dissidenti del regime controllano gran parte della provincia Nord-occidentale. Qui vivono circa 3 milioni di persone ma la metà è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar al-Assad. Teheran ed Hezbollah combattono al fianco del presidente e Israele li ha accusati di voler trasformare la Siria in un nuovo fronte volto ai suoi danni.

Le tensioni con Israele hanno avuto inizio con la guerra mediorientale del 1967, quando Damasco ha perso le Alture del Golan ed il territorio è passato sotto il dominio di Israele. L’altopiano è stato, poi, annesso unilateralmente da Israele nel 1981. Tale mossa non è stata riconosciuta da gran parte della comunità internazionale, tranne che da alcuni alleati come gli USA. Dallo scoppio del conflitto siriano, con l’intervento della Russia e dell’Iran, è aumentata la pressione nei confronti del governo israeliano verso un suo ritiro dalla Alture del Golan, considerate una zona critica per la sicurezza della regione.
Tuttavia, il 25 marzo 2019, gli USA hanno riconosciuto ufficialmente la piena sovranità israeliana in tale area, con un decreto firmato dal presidente americano, Donald Trump.

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di Redazione

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