Iraq: aumentano i foreign fighters francesi dell’ISIS condannati a morte

Pubblicato il 3 giugno 2019 alle 17:10 in Francia Iraq

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La giustizia irachena condanna a morte 2 cittadini francesi per essersi uniti all’ISIS, a seguito della sentenza di domenica 2 giugno. La decisione della corte fa salire a 9 il numero dei militanti francesi dell’ISIS condannati a tale pena.

Il giudizio ha riguardato Fodil Tahar Aouidate e Vianney Ouraghi, due dei 12 cittadini francesi consegnati alle autorità irachene da un gruppo che combatte lo Stato Islamico in Siria. Il primo condannato, Aouidate, 32enne francese, era apparso dinanzi alla corte il 27 maggio, per poi essere rinviato a giudizio per via di una perizia medica richiesta a seguito delle torture che lo stesso avrebbe denunciato in occasione della confessione.  In occasione dell’udienza del 2 giugno, il giudice avrebbe riferito che “il referto medico avrebbe escluso ogni segno di violenza sul corpo dell’imputato”. Ulteriori due giudizi sono attesi per il 3 giugno.

Nello stesso giorno, in Francia, attivisti ed avvocati di tutto il Paese hanno pubblicato una lettera aperta al governo francese affinché impedisca l’esecuzione dei connazionali, che potrebbe avvenire entro la fine della settimana corrente. “Sarebbe una grande disgrazia per il nostro Paese”, nonché una “macchia indelebile” per il mandato di Macron, hanno commentato.

Negli ultimi mesi, l’Iraq ha arrestato migliaia di sospetti jihadisti, compresi numerosi stranieri, catturati nella vicina Siria dalle Syrian Democratic Forces (SDF), supportate dagli Stati Uniti.

Dei 12 militanti francesi consegnati alle autorità di Baghdad, un tribunale iracheno aveva già condannato a morte i primi 4 cittadini francesi, Mustapha Merzoughi, Kevin Gonot, Leonard Lopez e Salim Machou, per poi sentenziare, martedì 28 maggio, Brahim Nejara e Karam El Harchaoui. Tre i capi d’accusa imputati a Brahim Nejara, 33 anni. Il primo sarebbe dovuto all’aiuto che Nejara avrebbe rivolto ad alcuni foreign fighters perché si unissero ai combattenti dell’ISIS in Siria. La seconda accusa rivolta al cittadino francese deriverebbe dall’aver persuaso uno dei suoi fratelli a perpetuare un attacco in Francia. Terzo ed ultimo capo d’accusa imputato al 33enne, il legame con Foued Mohamed-Aggad, uno dei kamikaze dell’attacco al Bataclan del 13 novembre 2015. 

Alcuni attivisti in materia di diritti umani hanno accusato il governo iracheno di condurre in maniera imparziale i processi contro coloro che sono sospettati di essere membri dell’ISIS. A sostegno di tale accusa, un report dell’osservatorio sui diritti umani Human Rights Watch, contenente la denuncia rivolta alla giustizia irachena per aver utilizzato un limitato numero di prove, solitamente circoscritto alla confessione forzata dell’imputato.

Nel 2016, secondo quanto riportato dal governo americano, la Francia è stato il Paese europeo dal quale è partito il maggior numero di foreign fighters per la Siria e l’Iraq. Il fatto che, nel 2016, un numero sempre minore di cittadini francesi abbia raggiunto il Medio Oriente, ha indotto Parigi a temere una crescita degli attentati terroristici in Francia da parte di individui radicalizzati che, non potendo recarsi all’estero, preferiscono colpire in patria.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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