Il Canada chiude l’ambasciata a Caracas

Pubblicato il 3 giugno 2019 alle 8:20 in USA e Canada Venezuela

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Il ministro degli Esteri canadese Chrystia Freeland ha riferito domenica 2 giugno che le operazioni dell’ambasciata canadese a Caracas sono state temporaneamente sospese e l’assistenza ai cittadini  canadesi, cui si raccomanda di non viaggiare in Venezuela, nel paese sudamericano sarà fornita dalla legazione diplomatica in Colombia. 

La ragione per cui il governo di Justin Trudeau ha deciso la cessazione delle sue attività diplomatiche in Venezuela e il ritiro di tutti i diplomatici di stanza nel paese è che “il regime illegittimo di Maduro ha adottato misure per limitare la capacità delle ambasciate straniere in Venezuela di funzionare, in particolare quelle dei paesi che sostengono la ripristino della democrazia in Venezuela”, secondo quanto riferito dal ministro Freeland. Nel comunicato stampa del Ministero degli Esteri di Ottawa, si legge inoltre che “i diplomatici canadesi in Venezuela non sono più in grado di ottenere l’accreditamento diplomatico sotto il regime di Maduro, e i loro visti scadono questo mese”. Il ministro Freeland ha indicato che sta valutando anche lo status dei diplomatici nominati da Maduro nel suo paese.

Come già gli Stati Uniti, anche il Canada ha trasferito le loro attività in Colombia e hanno mantenuto una “ambasciata virtuale” nel paese attraverso un account Twitter. Lo scorso marzo il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha annunciato il ritiro del personale diplomatico USA da Caracas dopo che Maduro ha deciso di rompere le relazioni con il paese del Nord America, che era stato il primo a riconoscere il presidente della Assemblea Nazionale Juan Guaidó come presidente ad interim, una figura prevista dalla Costituzione venezuelana in assenza di un presidente eletto. Il 10 gennaio scorso, Maduro è entrato in carica per un secondo mandato basato sulle elezioni del 20 maggio 2018, elezioni che sono state definite “fraudolente” dall’opposizione e che non sono state riconosciute dalla comunità internazionale. Oltre 50 paesi, in particolare europei e americani, hanno sostenuto Guaidó, autoproclamatosi presidente il 23 gennaio. 

La crisi istituzionale in cui il Venezuela è sprofondato a partire da gennaio ha aumentato le tensioni tra gran parte della comunità internazionale e il governo di Nicolás Maduro che, nonostante le pressioni esterne e la crisi interna,  è riuscito a mantenere saldo il controllo del governo del paese, con il sostegno di Cuba, Cina, Russia e Turchia. 

Il Canada, insieme ai paesi latinoamericani del gruppo di Lima, costituisce il blocco che esercita la maggiore pressione a favore di una transizione politica promossa da Guaidó, che eviti l’intervento militare sostenuto da Washington. Il gruppo di Lima si riunirà nuovamente il 6 giugno prossimo. “Nonostante questa sospensione temporanea, il Canada continuerà a difendere i diritti del popolo venezuelano e il pieno ritorno alla democrazia in Venezuela” – conclude Chrystia Freeland nella dichiarazione.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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