Libia: esplodono 2 autobombe a Derna, 18 feriti

Pubblicato il 2 giugno 2019 alle 10:41 in Africa Libia

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Almeno 18 persone sono rimaste ferite, domenica 2 giugno, a causa della detonazione di 2 autobombe presso un presidio militare dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) nella città costiera di Derna, nella Libia orientale. L’ISIS ha rivendicato l’attacco.

La notizia è stata confermata all’agenzia di stampa Reuters da una fonte medica e dai residenti locali nella mattinata di domenica. Secondo quanto riferito dai testimoni, le autobombe miravano a colpire il presidio militare di Bulahati, situato nel centro della città di Derna e appartenente alle forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), le unità fedeli al governo orientale di Tobruk, il cui uomo forte è il generale Khalifa Haftar. “Abbiamo udito la prima esplosione, ma abbiamo pensato che si trattasse di fuochi d’artificio; poi abbiamo sentito la seconda”, ha spiegato un residente, aggiungendo di essere andato con altri cittadini a controllare sul posto e aver così scoperto persone ferite in prossimità del presidio militare, e una coltre di fumo che lo ha indirizzato a scoprire le due autobombe deflagrate.

Derna, che un tempo era una roccaforte dei jihadisti, dista circa 292 km dalla seconda città più importante del Paese nordafricano, Benghazi, e a partire dal giugno 2018 è stata dichiarata sotto il totale controllo delle unità dell’Esercito Nazionale Libico, guidate da Haftar.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese ha assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Serraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con Khalifa Haftar. L’Esercito Nazionale Libico di Haftar gode del sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Russia, mentre il Qatar e la Turchia appoggiano il governo di al-Serraj, riconosciuto a livello internazionale.

Haftar, il 4 aprile, dopo aver conquistato il sud del Paese, ha sferrato un attacco contro Tripoli, avviando un’offensiva che è ancora in corso. Da parte sua, Tripoli ha risposto con l’operazione “Vulcano di rabbia”, che ha avuto inizio il 7 aprile e che mira ad “eliminare da tutte le città libiche gli aggressori e le forze illegittime”, oltre a difendere la capitale dall’avanzata dell’LNA. Sino ad ora, il bilancio delle vittime causate da tale operazione è di 510 persone, a cui si aggiungono circa 75.000 civili costretti a fuggire dalle proprie case.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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