Irlanda del Nord: bomba sotto automobile della polizia a Belfast

Pubblicato il 2 giugno 2019 alle 13:49 in Europa Irlanda del Nord

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La polizia dell’Irlanda del Nord ha scoperto un ordigno esplosivo piazzato, probabilmente da militanti nazionalisti, sotto la vettura di un ufficiale delle forze dell’ordine, sabato 1 giugno, nella capitale Belfast.

Se non fosse stata scoperta in tempo, la bomba, di fabbricazione rudimentale, avrebbe probabilmente causato la morte di uno o più poliziotti, nel distretto orientale di Belfast. Sean Wright, che presiede l’Unità Investigativa dell’Antiterrorismo del Paese, ha spiegato che, dai primi accertamenti, si tratterebbe di un tentato assassinio portato avanti da repubblicani dissidenti ed estremisti: “A loro non importa chi colpiscono, non importa chi uccidono. Sono semplicemente contro la pace e contro la democrazia”.

Nonostante l’accordo di pace stipulato nel 1998 abbia messo fine a un trentennio di violenze settarie nell’Irlanda del Nord, gli ufficiali delle forze dell’ordine continuano a essere sporadicamente presi di mira da piccoli gruppi indipendenti ancora attivi nella provincia insulare del Regno Unito. Il 20 gennaio 2019, un’autobomba è esplosa a Bishop street, a Londonderry, davanti al tribunale della città; vi era stata piazzata da militanti nazionalisti della Nuova IRA, organizzazione che non accetta che l’Irlanda del Nord faccia parte dell’UK. Nessuno è rimasto ferito nell’attacco.

Sempre a Londonderry, il 18 aprile 2019, durante un episodio di guerriglia urbana, alcuni uomini incappucciati, membri dello stesso gruppo, hanno sparato due proiettili, probabilmente indirizzati ai poliziotti, che però hanno colpito e ucciso una giornalista di 29 anni, Lyra McKee. La polizia aveva avviato una serie di perquisizioni, alle quali gli abitanti di Creggan, quartiere repubblicano, avevano risposto lanciando bombe molotov. Questo evento ha destato timori che i militanti stiano cercando di sfruttare a loro favore le tensioni politiche causate dalla Brexit per insorgere nuovamente.

Sono circa 3.600 le vittime causate dal conflitto settario iniziato alla fine degli anni Sessanta e disputatosi da una parte dalla maggioranza di unionisti protestanti, che volevano che l’Irlanda del Nord rimanesse unita al Regno Unito, e dall’altra dai nazionalisti, tra le cui fila erano schierati per lo più esponenti della minoranza cattolica del Paese.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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