Kosovo: richiesta espulsione per diplomatico ONU russo

Pubblicato il 1 giugno 2019 alle 6:31 in Kosovo Russia

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Un diplomatico ONU di nazionalità russa, Mikhail Krasnoshchenkov, è stato dichiarato “persona non grata” dalle autorità di Pristina e, secondo quanto affermato dal primo ministro kosovaro, Ramush Haradinaj, dovrà lasciare il Paese immediatamente.

La dichiarazione del premier, rilasciata venerdì 31 maggio, avviene a tre giorni dai blitz della polizia kosovara nel villaggio di Zubin Potok, nel nord del paese, popolato per la maggior parte da cittadini di etnia serba. L’operazione dello scorso 28 maggio ha portato all’arresto di 19 membri del corpo di polizia kosovaro, accusati di criminalità organizzata e contrabbando di beni, e di due diplomatici ONU e sei cittadini di etnia serba, incriminati di aver ostacolato le operazioni della polizia.

Secondo quanto dichiarato dalle autorità di Pristina, i due rappresentanti delle Nazioni Unite avrebbero, nel corso del blitz, ostacolato l’ingresso della polizia all’interno del villaggio e, per tale ragione, sono stati arresati il giorno stesso, con la richiesta di sospensione dell’immunità diplomatica per il cittadino russo. I due diplomatici, feriti in occasione degli scontri, sono stati rilasciati mercoledì 29 maggio e trasferiti in due strutture mediche per ricevere le cure necessarie.

Krasnoshchekov, accolto dall’accademia medica militare di Belgrado, avrebbe ricevuto in visita, venerdì 31 maggio, l’ambasciatore della Federazione Russa in Serbia, Aleksandr Chepurin, il quale ha definito l’accaduto “una barbarie ed un’atrocità”. Lo stesso giorno, il ministro degli Affari Esteri russo, Sergey Lavrov, ha definito la condotta kosovara “assolutamente inaccettabile” ed ha commentato: “i loro tentativi di privare il nostro rappresentante dei propri poteri e del suo status, comune ai rappresentanti delle Nazioni Unite, è un problema molto serio. I rappresentanti dell’ONU dovrebbero fornire delle risposte”.

L’accaduto è stato commentato dall’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, la quale ha dichiarato come i fatti dimostrino che “lo status quo non sia sostenibile e che sia Pristina sia Belgrado debbano tornare al tavolo di dialogo”.

Nel febbraio 2008 le strutture legate alla comunità albanese del Kosovo hanno proclamato unilateralmente l’indipendenza dalla Serbia. L’autoproclamata Repubblica non è riconosciuta da 73 Stati, tra cui Serbia, Russia, Cina, Israele, Iran, Spagna e Grecia. Altri 7 Stati non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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