Bosnia: incendio a campo migranti, 29 feriti

Pubblicato il 1 giugno 2019 alle 13:20 in Balcani Europa

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29 migranti sono rimasti feriti in un incendio divampato, nella mattina di sabato 1 giugno, presso il centro di raccolta migranti della cittadina di Velika Kladusa, nella Bosnia nord-occidentale.

L’allarme è stato lanciato dalle forze dell’ordine locali, il cui portavoce, Ale Siljdedic, ha reso noto che tutti i migranti feriti sono stati trasportati presso le più vicine strutture ospedaliere di Velika Kladusa e del villaggio vicino, Bihac, in seguito allo scoppio di un incendio presso il campo migranti Miral. Tale struttura è adibita temporaneamente a centro di raccolta e detenzione per circa 500 migranti. “I vigili del fuoco sono sul luogo e presto spegneranno le fiamme, così potrà iniziare l’indagine sulla natura dell’incidente”, ha commentato Siljdedic. Sui social hanno circolato vari video in cui sono ripresi molti dei migranti residenti nel campo Miral che tentano di sfuggire alle fiamme, saltando da finestre.

Non è la prima volta che le fiamme divampano nei campi migranti bosniaci. Secondo quanto riportato da Indira Kulenovic, portavoce della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), poche settimane prima, 3 migranti che avevano trovato rifugio all’interno di un edificio abbandonato erano morti carbonizzati a causa di un incendio provocato da una candela usata per fare luce. Poco dopo, un altro migrante era precipitato dall’ultimo piano dell’edificio dove si stava rifugiando. La settimana precedente, un uomo si era dato fuoco dalla disperazione.

L’Unione Europea ha stanziato più di 9,2 milioni di euro per aiutare la Bosnia a gestire i flussi migratori prima dell’inverno, consegnando i fondi all’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) e all’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Nel 2015 e 2016, il Paese balcanico era stato attraversato da più di 1 milione di migranti, in cammino alla volta di nazioni europee più ricche. Tuttavia, nel 2018 la Bosnia è diventata uno dei principali Paesi di transito per i migranti in quanto altri Paesi, come ad esempio l’Ungheria e la Slovenia, hanno chiuso i loro confini. Da gennaio sono entrate nel Paese più di 23.000 persone, provenienti per lo più da Pakistan, Afghanistan, Iraq e Iran.

Nel corso del 2018, sono state circa 25.000 le persone, provenienti dall’Asia e dal Nord Africa, che hanno fatto ingresso in Bosnia passando dalla Serbia e dal Montenegro, mentre le stime per quest’anno, alla data attuale, sono di circa 6.000 arrivi nel Paese povero dei Balcani; queste sono le cifre fornite dalle agenzie di monitoraggio e sicurezza del Paese. La maggior parte dei migranti è concentrata nelle città di Bihac e Velika Kladusa, nella parte occidentale del paese, dove le autorità hanno richiesto la chiusura dei centri di accoglienza.

I centri di accoglienza nazionali, che hanno una capienza massima di 3.500 persone, sono ormai pieni, costringendo i restanti a dormire all’aperto.

Il 17 maggio 2018, il premier bosniaco, Denis Zvizdic, aveva annunciato nuove misure rigide nei confronti dei migranti, rendendo noto che avrebbe rafforzato la presenza della polizia lungo i confini per assistere le guardie di frontiera a fermare le entrate irregolari dei migranti in territorio bosniaco.

Sono passati 7 mesi dalle ultime elezioni politiche, avvenute in Bosnia lo scorso 7 ottobre, e tuttavia, il Paese, etnicamente frammentato, non è ancora riuscito a formare un governo.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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