Iran: “Arabia Saudita semina divisioni a vantaggio di Israele”

Pubblicato il 31 maggio 2019 alle 16:55 in Arabia Saudita Iran

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L’Iran ha accusato l’Arabia Saudita di “seminare divisioni” in Medio Oriente a vantaggio di Israele, dopo che al vertice della Mecca di giovedì 30 maggio gli Stati del Golfo hanno fatto fronte comune contro Teheran.

“Riad continua a seminare divisioni tra i Paesi islamici e nella regione, assecondando i desideri del regime sionista”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Mousavi, aggiungendo successivamente: “Consideriamo i tentativi dell’Arabia Saudita di mettere i Paesi arabi della regione contro l’Iran come la continuazione degli stessi futili tentativi fatti dall’America e da Israele”.

Venerdì 31 maggio, il re dell’Arabia Saudita Salman ha accresciuto la retorica contro l’Iran, invitando gli Stati arabi a considerare le “azioni criminali” di Teheran negli attacchi agli impianti petroliferi del Golfo come tentativi di suscitare una diffusa instabilità regionale. Riad ha soprattutto condannato le “operazioni di sabotaggio”, avvenute il 13 maggio, contro le navi saudite ed emiratine nello Stretto di Hormuz da parte delle milizie yemenite Houthi, supportate dal governo iraniano. Un altro attacco risale al 14 maggio, quando gli Houthi hanno lanciato una serie di bombardamenti con droni contro un oleodotto in Arabia Saudita. Infine, l’ultimo assalto nell’arco del mese si è verificato il 26 maggio con un drone dei ribelli Houthi scagliato contro gli hangar militari dell’aeroporto saudita di Jizan.

Le dichiarazioni di Salman sono state raccolte al termine dei due vertici di emergenza della Mecca svoltisi in seno al Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC). Gli incontri sono stati promossi dall’Arabia Saudita, alla luce dell’escalation di eventi nella regione, scaturiti in particolare dagli attriti tra Stati Uniti e Iran. Una seconda questione ha poi preso in esame le continue offensive con missili balistici da parte iraniana contro i territori sauditi e il sostegno di Teheran alle milizie Houthi in Yemen. Altre accuse, emerse durante l’incontro, riguardano il sostegno dell’Iran ai gruppi terroristici in Bahrein, l’ingerenza di Teheran negli affari interni della Siria e la questione delle tre isole emiratine di Greater Tunb, Lesser Tunb e Abu Musa, che sarebbero state occupate dall’Iran in seguito al ritiro degli inglesi nel 1971. Da quel momento, gli Emirati hanno considerato l’occupazione iraniana illegale, ne hanno reclamato la sovranità e hanno cercato, nel corso degli anni, di risolvere la questione in modo pacifico e diplomatico, cercando altresì l’appoggio di altri Stati e della Lega Araba.

Il sovrano dell’Arabia Saudita, Salman Abdul Aziz, sin dall’apertura del vertice, ha invitato gli Stati partecipanti a prendere una posizione risoluta contro le operazioni iraniane, definite “terroristiche”. A tal proposito, il re Salman ha dichiarato che l’Iran commette atti terroristici in modo diretto o per procura, violando i trattati delle Nazioni Unite, al fine di minare la sicurezza dei Paesi arabi. L’assenza di una posizione ferma di fronte alle operazioni iraniane, secondo il sovrano, avrebbe causato il persistere della situazione attuale. Pertanto, è necessario impedire all’Iran di interferire nelle questioni interne di ciascun Paese.

Salman ha attirato il sostegno quasi unanime degli Stati arabi, con la notevole eccezione dell’Iraq. Il presidente Barham Salih ha affermato che la sicurezza e la stabilità dell’Iran è nell’interesse di tutti gli Stati musulmani e della regione ribadendo altresì che Teheran e Baghdad condividono circa 1.400 chilometri di confine e una serie di fitte relazioni.

Da parte sua, l’Iran, venerdì 31 maggio, ha criticato l’Arabia Saudita, dichiarando che, attraverso il vertice, il Paese ha creato una spaccatura. Nello specifico, il Paese ha rifiutato le accuse rivolte, definite infondate, ed ha evidenziato che quanto scritto nella dichiarazione finale non rappresenta le opinioni di tutti gli Stati partecipanti al vertice.

I vertici della Mecca arrivano dopo che il Consigliere per la sicurezza nazionale statunitense John Bolton ha dichiarato oggi che l’Iran era “quasi certamente” dietro agli attacchi del 12 maggio a quattro navi, due delle quali erano petroliere saudite, al largo degli Emirati Arabi Uniti. Teheran ha definito la dichiarazione di Bolton “ridicola” e ha accusato il Consigliere americano di perseguire “cattivi desideri per creare il caos nella regione”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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