USA: Mueller non può accusare Trump ma il Congresso valuta l’impeachment

Pubblicato il 30 maggio 2019 alle 12:01 in Russia USA e Canada

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Il consigliere speciale degli Stati Uniti, Robert Mueller, ha dichiarato che la sua indagine sulle interferenze russe nelle elezioni americane del 2016 non si concluderà con accuse penali nei confronti del presidente Donald Trump. Ciononostante, il consigliere ha chiarito che, non essendo riusciti a determinare se Trump abbia commesso o meno i reati, il presidente non può dirsi né innocente né colpevole e sarà il Congresso a decidere se debba essere messo sotto accusa (impeachment).

Nei suoi primi commenti pubblici dall’avvio dell’indagine, nel maggio 2017, Mueller ha affermato che la politica del Dipartimento di Giustizia gli impedisce di presentare accuse contro un presidente in carica e di condannarlo. “Non è un’opzione che avremmo preso in considerazione”, ha detto ai giornalisti parlando dalla Casa Bianca mercoledì 29 maggio. Il consigliere però ha rivelato subito dopo che la sua indagine biennale non è in grado di scagionare Trump da eventuali comportamenti scorretti e, benché non abbia direttamente utilizzato la parola “impeachment”, ha sottolineato che esistono altri modi per giudicare responsabili i presidenti. “La Costituzione richiede un processo diverso dal sistema di giustizia penale per accusare formalmente un presidente in carica di trasgressione”, ha detto Mueller mentre annunciava le sue dimissioni dal Dipartimento di Giustizia.

I democratici del Congresso stanno discutendo se tentare di andare avanti con la procedura di impeachment alla Camera dei Rappresentanti, a maggioranza democratica, ma sono consapevoli che il Senato, controllato dai Repubblicani, difficilmente completerà il processo previsto dalla Costituzione per rimuovere un presidente dall’incarico. La Casa Bianca e diversi parlamentari repubblicani hanno risposto mercoledì ai commenti di Mueller affermando che sarebbe tempo di passare ad altre questioni, mentre diversi candidati democratici alla nomina presidenziale stanno chiedendo l’impeachment a gran voce. Il senatore democratico Kamala Harris ha scritto su Twitter: “Quello che Robert Mueller fondamentalmente ha fatto è stato indicare un rinvio a impeachment”.

La presidente della Camera, Nancy Pelosi, è stata più cauta e sostiene che i legislatori dovrebbero portare avanti le loro indagini prima di decidere se contestare Trump. “Niente è fuori dal tavolo delle trattative, ma vogliamo creare una prova così avvincente, così inattaccabile, che anche il Senato repubblicano, che in questo momento sembra non essere una giuria obiettiva, sarà convinto del percorso che dobbiamo intraprendere come Paese “, ha dichiarato durante un evento a San Francisco. Jerrold Nadler, il presidente democratico del Comitato giudiziario della Camera, ha detto che potrebbe ritenere Trump “responsabile” e ha aggiunto, in una conferenza stampa dopo l’apparizione di Mueller: “Per quanto riguarda l’impeachment, tutte le opzioni sono in ballo e niente dovrebbe essere escluso”.

Una versione redatta del rapporto di Mueller era stata pubblicata ad aprile. Si constatava che la Russia aveva interferito ripetutamente nelle elezioni del 2016 e che la campagna elettorale di Trump aveva avuto contatti multipli con i funzionari russi, ma non si accennava a nessuna cospirazione criminale con Mosca per salire alla Casa Bianca.

Il rapporto di Mueller ha dunque evitato di esprimere un giudizio sul fatto che Trump abbia ostacolato la giustizia. Tuttavia, sono stati citati 10 casi in cui il presidente ha cercato di far licenziare il consigliere o ha ostacolato in altro modo le indagini. “Se avessimo la certezza che il presidente chiaramente non ha commesso un crimine, lo avremmo detto”, ha specificato Mueller. “Tuttavia, non abbiamo determinato se il presidente abbia commesso un crimine o meno”. Matthew Jacobs, ex procuratore federale, ritiene che Mueller “stia dicendo a suo modo che un crimine di fatto è stato commesso”.

Trump, che ha ripetutamente denunciato le indagini di Mueller come una “caccia alle streghe” e una “bufala” per far barcollare la sua presidenza, ha scritto su Twitter che la questione è stata risolta. “Nulla cambia dal rapporto Mueller. Non ci sono prove sufficienti, quindi, nel nostro Paese, una persona è innocente. Il caso è chiuso! Grazie”.

Mueller, un repubblicano di 74 anni, che ha guidato l’FBI dal 2001 al 2013, ha detto che non rivedrà nuovamente ciò che è contenuto nel suo rapporto di 448 pagine e ha segnalato che probabilmente non fornirà più appigli per l’impeachment ai democratici del Congresso. “Al di là di ciò che ho detto qui oggi e di ciò che è contenuto nel nostro lavoro scritto, non credo sia appropriato per me parlare ulteriormente”, ha puntualizzato, aggiungendo che il suo ufficio sta per chiudere ufficialmente le sue porte e che si ritirerà presto a vita privata.

Non è chiaro se Mueller testimonierà al Congresso. Le sue parole hanno chiarito che preferirebbe non farlo ma Adam Schiff, presidente della Commissione Intelligence della Camera, ha detto che si aspetta di sentire nuovamente il consigliere speciale. “Pur comprendendo la sua riluttanza a rispondere a ipotesi o a deviare dalle conclusioni formulate con cura in merito alle accuse, ci sono, tuttavia, molte domande a cui può rispondere che vanno oltre il rapporto”, ha detto Schiff.

Le indagini di Mueller hanno irretito dozzine di persone, compresi alcuni dei principali consiglieri di Trump e una serie di cittadini e società russe. Tra questi ci sono l’ex capo della sua campagna, Paul Manafort, che sta scontando 7 anni e mezzo di prigione per crimini finanziari e violazioni di lobbismo, e il suo ex avvocato personale, Michael Cohen, che ha recentemente iniziato una condanna a 3 anni per abusi nei finanziamenti della campagna elettorale e falsa testimonianza al Congresso. Dalla pubblicazione del rapporto, i legislatori democratici hanno tentato senza successo di ottenere la versione non redatta del rapporto e le prove sottostanti.

Nell’attaccare le indagini di Mueller, Trump ha spesso espresso dubbi sull’integrità dell’FBI e dei suoi investigatori. Il consigliere ha dunque voluto chiarire mercoledì che: “I pubblici ministeri, gli agenti dell’FBI, gli analisti e gli altri che hanno lavorato con lui erano della massima integrità”. Mueller ha altresì difeso lui stesso la necessità di indagare sul caso, affermando che le azioni della Russia per interferire durante la campagna elettorale “dovevano essere investigate e comprese”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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